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Claudio Baglioni: “sono con la coscienza a posto, il Festival è più importante di tutti noi”

Si è tenuta poche ore fa la conferenza stampa d’apertura del Festival di Sanremo (che debutterà domani sera su Rai 1) durante la quale si è fatto esplicito riferimento alla vicenda del presunto conflitto d’interessi del direttore artistico Claudio Baglioni (qui ciò che è emerso nelle ultime settimane), ma non solo.

La direttrice di Rai 1 Teresa De Santis ha esordito dichiarando la “cordialità e la simpatia” che caratterizzano il suo rapporto con Baglioni, smentendo le indiscrezioni circa degli screzi che i due avrebbero avuto. Inoltre, sul carattere che quest’anno la kermesse avrà, ha detto:

“Si è parlato di festival autarchico, sovranista, ma non è così, questo festival avrà certo una sua identità. Baglioni ha scelto non soltanto prodotti della tradizione sanremese, ma anche prodotti di frontiera. E’ un festival che ha una grande varietà di temi, senza preclusioni”.

La direttrice, poi, si è espressa sulla questione del conflitto d’interessi di cui è accusato il direttore artistico:

Il conflitto d’interessi è un tema molto vago, non ne parlo contrattualmente perché non mi compete ma concettualmente. La produzione culturale in Italia vive anche di contiguità, è un’industria che può addirittura far tesoro di certe contiguità. E’ molto frequente che siano le filiere amicali a creare le condizioni perché si arrivi al massimo del risultato. Questo non vuol dire che poi non ci sia una coscienza. Sta alla coscienza di Baglioni portare avanti un risultato e la certezza di un prodotto, lui lo ha dimostrato lo scorso anno e non credo che stavolta voglia smentirsi per finire nelle strettoie di chissà quali macchinazioni. Un’artista con la sua carriera non credo voglia buttare alle ortiche questa esperienza per finire in chissà quali oscure macchinazioni. Credo non abbia bisogno di chissà quali giochi di potere, di cui appunto non ha bisogno”.

La direzione di Rai 1, insomma, si affida ciecamente alla coscienza di Claudio Baglioni, senza esprimere la necessità di eventuali ulteriori verifiche sulla vicenda.

Quindi, parla Baglioni: “Sono qua per la seconda volta”. Offre dei fiori alla De Santis: “Non c’è nessun sottinteso in questo”.

Poi dichiara:

“Per la seconda volta ho accantonato i progetti del mio vecchio mestiere, lasciando in aria un tour e un disco, per misurarmi con quella che è la cosa più difficile che mi sia capitata. Le salite ci sono state anche stavolta, però mi anima l’idea di pensare a questo festival come se noi fossimo dei suoi servitori che lo curano, come fosse una creatura fragile perché si basa sulla creatura più fragile, la canzone. Questo è il festival della canzone italiana, che è ricca di memoria, di onori. Il festival è internazionale di suo conto. L’anno scorso era il festival che doveva portare l’immaginazione, abbiamo tolto il rito cruento dell’eliminazione e questo ha creato un clima più rasserenato e un atteggiamento meno elitario. La mia missione è quella di avvicinare anche alcuni recalcitranti al festival. Anche quest’anno non ci saranno le cover perché trovavo insensato che qualcuno partecipasse con la propria opera e poi ad un tratto si facesse interprete di qualcos’altro. Sarà un festival molto simile a quello dell’anno scorso e vorrei fosse popolar-nazionale, non per un’autarchia, perché Sanremo è già internazionale. 

Un Festival, dunque, che si preannuncia all’insegna della continuità, con novità, come ogni anno, sulla scenografia, che si baserà, come da tempo anticipato dallo stesso Baglioni, sulla simmetria e sull’armonia del numero 69 (dato che si tratta della 69esima edizione).

Sul suo presunto conflitto d’interessi, dichiara:

Sono con la coscienza a posto. Tra le proposte arrivate alla commissione selezionatrice, la scelta è stata quella di fornire una fotografia reale della nostra musica corrente. La parte tradizionale la colmeremo con una serie di tributi. Abbiamo voluto che le canzoni in concorso coprissero uno spettro molto ampio. Gran parte di questo lavoro è stato fatto sapendo che mi sarei fatto 24 amici e 300 persone che invece mi portano risentimento. Tutte le commissioni e le giurie sono fallibili. Sono felicissimo di aver detto qualcosa sul festival, sennò senza argomenti magari avrei parlato anche stavolta di migranti. E invece così non ci sono rischi. Io sono il sacrestano del festival, qualsiasi personalismo cercherò di combatterlo perché il festival è più importante di tutti noi. Non bisogna far prevalere il chiacchiericcio o le polemiche perché la sostanza del festival è talmente grande che non va toccata”.

Un’ambigua idolatria quella che Baglioni riserva al Festival, lodevole nelle intenzioni, ma vaga nel trattare la questione per davvero.

Il direttore artistico non esita a ironizzare con la De Santis:

“Tu sai chi vincerà? Se vuoi che vinca qualcuno in particolare me lo dici e io lo faccio vincere“. La direttrice sorride: “Dopo si sparge la voce”.

Relativamente alla parte di intrattenimento non musicale, il cantautore sottolinea:

“L’anno scorso avevo precisato che con me ci sarebbe stata meno la parte di costume e così un po’ sarà ancora. Ci sarà l’intrattenimento ma non ci sarà la politica

Riguardo alle possibili polemiche dei lavoratori del servizio di Noleggio con conducente (Ncc) e sulle capacità salvifiche del Festival, francamente ammette:

“Da spettatore ho visto che Sanremo è stato ritenuto un luogo salvifico nel quale dar voce a tutti i problemi del mondo. E’ una cosa a cui non credo. Non possiamo ospitare tutto, rispetto molto le istanze di chiunque ma questo è il festival della canzone. Sanremo non può risolvere i problemi del mondo intero”.

Sulla prima sera (domani) anticipa:

“Con Bocelli farò Il mare calmo della sera, pezzo col quale lui vinse Sanremo e lui farà una sorta di investitura, passerà il testimone a suo figlio. La prima sera ci saranno anche Giorgia, Claudio Santamaria e Pierfrancesco Favino che si esibirà con Virginia e con noi alla fine”.

Rivela, inoltre, che ci sarà un duetto in omaggio a Mia Martini con Serena Rossi e che, durante la seconda serata, si aggiungerà Riccardo Cocciante.

Mentre, Virginia Raffaele dice:

“Cercherò di alternare la conduzione all’intrattenimento. Claudio quest’anno ha chiamato me e non le mie maschere, quindi ci metterò la faccia. Poi non è detto che verranno fuori in un modo o nell’altro. Ho pensato ad un numero con Favino, spero vi piaccia”.

Viene precisato che il compenso percepito da Baglioni è il medesimo dello scorso anno e che si sta valutando un’altra iniziativa che coinvolga il cantautore nella seconda parte dell’anno. 

E Teresa De Santis aggiunge:

“La capacità di Claudio di attrarre l’attenzione dei colleghi è stata straordinaria ed ha portato beneficio economico. Il festival costa molto meno di qualche anno fa”.

Tornando sul caso del presunto conflitto d’interessi, rispondendo alle domande, la direttrice di Rai 1 precisa:

“Io rispondo dell’aspetto artistico perché il ruolo del direttore di rete riguarda questa competenza. I contratti vengono chiusi in altre sedi, nell’area legale e delle risorse artistiche. Esiste una clausola di trasparenza sulla cui congruità ritengo debbano rispondere altri più competenti. La Rai è sempre sotto i riflettori, siamo soggetti a vari controlli, del Parlamento, della Vigilanza, della Corte dei Conti, e per quanto si possa argomentare sul tema del conflitto d’interessi, c’è stata molta scrupolosità”

E Claudio Fasulo, vicedirettore dell’intrattenimento e degli eventi della prima rete , la assiste:

La clausola di trasparenza è stata rispettata. Vi invito a riflettere che nella storia di Sanremo ci sono stati direttori artistico come Moroder e Mazzi. Per avere un direttore artistico bravo bisogna averlo competente. Noi stiamo facendo un lavoro sulla qualità del prodotto. Sfido chiunque dei presenti a ignorare la presenza di Nek, del Volo o di Renga. Noi facciamo scelte inattaccabili nella qualità”.

Pare di sentire tante giustificazioni, prive, però, di argomentazioni nel merito.