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Facebook, protesta contro Mark Zuckerberg per i post di Donald Trump

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Sarebbero 600 i dipendenti di casa Facebook ad essere in sciopero come segno di protesta nei confronti di Mark Zuckerberg. La compagnia, infatti, non ha preso posizione sul post di Donald Trump a proposito dei saccheggi iniziati in America dopo l’omicidio, da parte di un agente di polizia in servizio, dell’afroamericano George Floyd.

Il post che ha fatto traboccare il vaso è stato quello in cui il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato: “Quando iniziano i saccheggi, si inizia a sparare“. Trump ha rilasciato la stessa dichiarazione su Twitter, ma se Jack Dorsey ha bollato il tweet come incitamento alla violenza, Mark Zuckerberg ha lasciato correre.

Adesso la rivolta nei confronti di Zuckerberg è in atto e nel catenaccio di Repubblica.it leggiamo:

Diversi manager di medio livello contestano apertamente il Ceo. Sarebbero state chieste le dimissioni di Joel Kaplan, vicepresidente con delega alla global policy, che ha lavorato con George W. Bush

Nel frattempo Mark Zuckerberg ha replicato con un post:

Mi sono domandato come replicare ai tweet e ai post del Presidente per tutto il giorno. Personalmente, la mia reazione è visceralmente negativa a questo tipo di retorica divisiva e infiammatoria. Il momento richiede unità e calma, e abbiamo bisogno di empatia per le persone e le comunità che stanno soffrendo (…). Ma sono responsabile non solo delle mie azioni personali, ma anche come capo di un’istituzione impegnata nella libera espressione

Il responsabile delle NewsFeed, Ryan Freitas, fa inoltre sapere che farà di tutto per far cambiare idea al papà di Facebook.

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