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Forum: Giudice Cavallo accusata da Telefono Rosa “Poco rispetto per le donne”

Melita Cavallo, giudice del programma televisivo Forum, è entrata nel nostro quotidiano per i suoi modi di fare abbastanza schietti, che l’hanno, molto spesso, resa protagonista di gif e meme.

Alcuni atteggiamenti, però, non sono passati inosservati durante un caso andato in scena nella puntata di mercoledì. La protagonista era una ragazza che è stata vittima di violenza sessuale, da cui è poi nato un bambino; bimbo che è stato riconosciuto dal padre (che si trova in carcere) senza il consenso della madre. Quest’ultima non permette alla nonna paterna di vedere il bimbo e per questo, la madre dello stupratore, si sarebbe rivolta a Forum.

Durante l’udienza la giudice, secondo il parere del Telefono Rosa e di molti utenti, non avrebbe rispettato la ragazza, dichiarando, tra le altre cose, che “lo stupro non è un incubo“.

Da qui è partita la rivolta dell’associazione, che con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook ha dichiarato:

Non possiamo non recepire le centinaia di segnalazioni che sono arrivate all’Associazione Telefono Rosa in merito alla puntata di oggi di Forum, lo storico programma condotto da Barbara Palombelli Rutelli. Protagonista con la sua storia Carlotta, vittima di uno stupro all’età di 17 anni da cui è nato Riccardo. In trasmissione si parla della richiesta del padre, che ha avuto una pena di sei anni, di potere vedere il figlio. La giovane è arrabbiata e risentita e spiega di non credere nella giustizia perché non avrebbe mai pensato possibile che il figlio fosse costretto a vedere il padre. Ma il giudice Melita Cavallo non le risparmia parole molto dure sostenendo che non si è fatta aiutare, perché altrimenti non sarebbe così violenta. La ragazza replica: “mi reggo in piedi e sono qui proprio perché mi sono fatta aiutare!” e ricorda la sofferenza di essersi svegliata nuda in un campo piena di fango e non sapere cosa fosse successo. A questo punto il giudice è piuttosto impietoso e spiega di avere letto gli atti dai quali risulta che i giovani avevano bevuto. “Anche lei aveva bevuto!” Insiste. Insomma un teatrino davvero triste e non certo di buon esempio e rispettoso di una donna che ha subito una storia di violenza e di imposizioni in giovane età. Decisamente accogliamo e condividiamo le tante proteste che ci sono pervenute perché Carlotta meritava più comprensione e non le continue e sgradevoli minacce di allontanarla dalla trasmissione. Ne esce una pessima immagine e un messaggio che manca di rispetto a tutte le donne e che non aiuta certo la causa del sostegno alle donne vittime di violenza. 

Il Telefono Rosa, oltre ad aver inoltrato le dovute lamentele a Mediaset, sta valutando di inviare il tutto anche al Garante per la comunicazione.