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Il Collegio, il rettore è accusato di frasi offensive su rom, Laura Boldrini e Cécile Kyenge

È rettore de Il Collegio, la scuola televisiva più in voga in questo momento, eppure, c’è chi sostiene che in passato si sarebbe lasciato andare a diverse esternazioni pubbliche eclatanti.

Stiamo parlando di Paolo Bosisio, professore universitario di storia del teatro a Milano e ideatore di eventi internazionali.

Poco fa è andata in onda la terza puntata della nuova edizione del reality-fiction (più che docu-reality) di Rai 2 e sul web si stanno diffondendo le indiscrezioni circa le dichiarazioni che il direttore della scuola in questione avrebbe fatto il 28 febbraio 2015.

Su Facebook, secondo quanto riporta TvBlog, il professore avrebbe pubblicato alcuni post discriminatori sui rom e si sarebbe rivolto persino a Laura Boldrini e all’ex ministro Cécile Kyenge con toni, per così dire, poco eleganti. A quest’ultima avrebbe augurato “un viaggio (in Africa) senza ritorno, grazie”, mentre avrebbe esortato l’ex Presidente della Camera dei Deputati a “non confondere assassini e musulmani”, definendola, tra l’altro, “donnaccia” e domandandosi “quando smetterà di dire pubbliche stron*ate ai danni di chi la mantiene nel lusso”.

Inoltre, il Preside de Il Colleggio, commentando un articolo de Il Giornale che raccontava di alcuni vigili aggrediti a Roma in un campo rom, avrebbe sostenuto che fosse necessario “usare il diserbante”.

Queste uscite difficilmente sarebbero passate inosservate tanto da determinare la reazione contrariata dell’allora sindaco di Ivrea, dove Bosisio fu direttore artistico del Teatro Giacosa. A tal proposito, il primo cittadino Carlo Della Pepa, a La Sentinella del Canavese, dichiarò:

In questi anni, ogni volta che ho parlato con lui non abbiamo mai affrontato certi discorsi, e dalle stagioni teatrali che ha proposto mai sono emerse certe idee. Mi spiace che la pensi così e spero che nessuno pensi mai di lui ciò che lui stesso scrive di altri. Quelle di Bosisio sono affermazioni inaccettabili e indifendibili. Censurabili senza alcun dubbio. E per me, che sono fuori dal mondo dei social, è la conferma una volta di più che sono strumenti che, seppure utili, lasciano ampi spazi per dare sfogo a stupidaggini incredibili.

Viene spontaneo chiedersi se la tv pubblica sia a conoscenza dei presunti precedenti del rettore del collegio di Rai 2 e se lo stesso preside smentirà o confermerà le ragioni di queste accuse.