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Il presidente della giuria d’onore di Sanremo bacchetta Ultimo: “Deve imparare a perdere”

Reduce dall’esperienza di presidente della giuria d’onore al 69° Festival di Sanremo, composta da Camila Raznovich, Elena Sofia Ricci, Serena Dandini, Ferzan Özpetek, Claudia Pandolfi, Beppe Servegnini e Joe Bastianich, il produttore discografico Mauro Pagani ha voluto dire la sua sulle polemiche scaturite dopo la vittoria di Mahmood:

Sono stupefatto. Le polemiche a Sanremo ci sono sempre, ma un livello di disinformazione tale mi pare offensivo. Sanremo ha un regolamento pubblicato mesi prima che dice: da casa potete votare al costo di 51 centesimi, il vostro voto vale il 50%, mentre quello della sala stampa il 30 e la giuria d’onore il 20. Faccio questo mestiere da 53 anni: ho smesso di contare i miei concerti dopo i duemila ed erano ancora gli anni ’80 e ho partecipato come musicista, produttore o ospite a più di 150 dischi. Forse qualche competenza ce l’ho. Anche i miei colleghi della giuria possono tutti vantare esperienze nel campo della musica, della radio o della televisione, del cinema o del giornalismo. Hanno deciso tutto loro e adesso, sorprendentemente, si lamentano.

Pagani ha poi speso parole anche su Ultimo, in questi giorni protagonista indiscusso del gossip post Sanremo dopo il suo secondo posto:

Maradona, Pelè o Messi sanno che ogni settimana possono perdere una partita e imparare a perdere è imparare a fare il proprio mestiere e a vivere. Anche i Beatles o Bowie non hanno avuto solo successi, e lo hanno accettato. E che un artista che l’anno prima vince Sanremo Giovani e l’anno dopo non ci riesce, sarebbe auspicabile che non protestasse, soprattutto se il regolamento è rimasto lo stesso.Se va bene quando si vince, va bene anche quando si perde. Lui è giovane, e nella vita bisogna anche imparare a perdere. Altrimenti non si concorre, si fanno altre cose, ed è una scelta rispettabile.

Il compositore ha dichiarato infine di non avere dubbi sulla canzone vincitrice del Festival, ritenuta la più interessante:

‘Soldi’ è la canzone più moderna, meglio realizzata e più interessante del Festival. In giuria non abbiamo avuto dubbi.