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Il prezzemolino Rovazzi disinvolto all’Ariston

Ieri sera, Fabio Rovazzi ci è riuscito: è salito sul palco dell’Ariston! Non solo: ha avuto circa 14 minuti tutti suoi, che, in pratica, ha gestito quasi totalmente in solitaria.

Il co-conduttore di Sanremo Giovani (durante il quale era affiancato da Pippo Baudo) ha messo i panni del “distruttore artistico”, come lui stesso si è definito, in sostituzione del dirottatore, in quel momento fintamente impossibilitato a presenziare perché “chiuso a chiave” in un locale dallo stesso a Rovazzi.

Dice di avere un pezzo scritto apposta per la kermesse e, invece, inizia a intonare Andiamo a comandare, con effetti scenografici che segnalano la, ben studiata, perdita di controllo all’interno del teatro sanremese.

Ha proseguito esibendosi con un mix delle altre sue canzoni, perdendo, però, l’appoggio della mamma, tra il pubblico, che dice di preferire Baglioni e quello del direttore d’orchestra che dichiara di “aver toccato il momento più basso della carriera” e se ne va, ma questo siparietto organizzato non ferma Rovazzi.

Un momento di leggerezza, anche troppa, che ha visto protagonista un Rovazzi disinvolto, talentuoso nell’intrattenere il pubblico e anche molto auto-ironico, il che sembra essenziale quando si calcano palchi così importanti in giovane età. Un’opportunità enorme per il 25enne, ma anche una scelta rischiosa per lo stesso Fabio Rovazzi e per Claudio Baglioni, che, pur di portare i giovani davanti alla tv (riuscendoci), sta rivoluzionando, con equilibrio, i canoni musicali e d’intrattenimento della kermesse. Un’esibizione, ben gestita (sia chiaro), non necessaria, tuttavia. Rovazzi è diventato un po’ come il prezzemolo, forse in maniera prematura.

Il giovanissimo show-man ha concluso il suo intervento salutando, commosso, il papà deceduto nel 2010:

Caro papà, non so come contattarti, tutto questo è anche colpa tua. Volevo salutarti visto che l’ultima volta non ho fatto in tempo”.

Ospite al DopoFestival Rovazzi fa sapere:

Sono contento perché tre giorni fa, prima di venire qua, mi ero guardato dei monologhi e delle ospitate di Sanremo. Avevo visto quella di Crozza che era stato criticatissimo, quindi mi stavo cagando addosso. Poi quando ho visto che l’Ariston ha cominciato a rispondere bene mi sono sciolto”.

Nel 2013 il comico ligure entrò in scena nei panni di Berlusconi e subì oltre un minuto di contestazione. Fu indispensabile l’intervento del conduttore Fabio Fazio per riportare, a fatica, la calma.

Rovazzi aggiunge:

Io sono super insicuro, ho duemila paranoie. Quando ho presentato Sanremo Giovani mi hanno scritto che mi toccavo il bottone della giacca. Io cerco di sembrare fluido, ma non lo sono, ho comunque 25 anni”.