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Lega, dopo Sanremo arriva la proposta: “In radio una canzone italiana ogni tre”

La vittoria di Mahmood al 69° Festival di Sanremo non è proprio andata giù agli esponenti della Lega, che ha oggi ventilato una proposta di legge per “tutelare” la musica italiana dalle “contaminazioni estere”. Il testo, dal titolo “Disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana“, chiede che “le emittenti radiofoniche, nazionali e private” riservino “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione“.

Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania, in un’intervista rilasciata ad AdnKronos si è così espresso sulla faccenda:

La vittoria di Mahmood all’Ariston dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica. Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese attraverso gli strumenti che ho come parlamentare. Mi auguro infatti che questa proposta dia inizio a un confronto ampio sulla creatività italiana e soprattutto sui nostri giovani. La musica non è solo un passatempo ma un racconto della nostra vita, della nostra cultura, dei momenti della vita, dei luoghi e dei sentimenti. Promuovere la musica italiana significa sostenere l’industria della cultura del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano. Il punto è interrogarsi su che fine fa la musica italiana per 365 giorni all’anno, quando si chiude il sipario dell’Ariston.

A parlare di Sanremo ci aveva già pensato Paolo Tiramani, deputato del Carroccio e capogruppo vigilanza Rai, che per la prossima edizione auspicava un nuovo conduttore e delle nuove normative per la selezione degli artisti in gara:

Auspichiamo innanzitutto che la conduzione artistica del prossimo Sanremo non ricada per la terza volta su Claudio Baglioni, ma anche che il Festival diventi veramente la kermesse della musica italiana, un programma del popolo e non di una élite di artisti selezionati probabilmente da un ristrettissimo numero di persone.

La Lega propone quindi di riservare una quota pari almeno al 10% della programmazione radiofonica giornaliera alle produzioni degli artisti emergenti, affidandone la vigilanza all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che, a fronte della reiterata inosservanza della suddetta legge, potrà disporre la sospensione dell’attività radiofonica da un minimo di otto a un massimo di trenta giorni.