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Giovanni Minoli su Fabio Fazio: “che ci sia o non ci sia non cambia il mondo”

La lunga carriera televisiva come dirigente, autore e conduttore Rai permette a Giovanni Minoli di esprimersi con libertà e autorevolezza su moltissimi aspetti della realtà mediatica contemporanea. Il celeberrimo padrone di casa di Mixer (storico programma di informazione di Rai 2 e Rai 3 andato in onda fino al 1998) lo ha fatto di recente tramite Libero, non esitando a dire la sua anche su Fabio Fazio e il suo Che Tempo Che Fa:

“E’ stato sbagliato spostarlo (da Rai 3 a Rai 1, ndTI), stava bene dove stava. Lo trovo acqua fresca, che ci sia o non ci sia non mi pare che cambi il mondo. Non vedo una ‘questione Fazio’, piuttosto una ‘questione contratto di Fazio’: mi pare eccessivo. Ma sta sul mercato, lui fa il prezzo che crede e poi bisogna vedere se viene accettato”.

Questa dichiarazione arriva dopo le indiscrezioni che vedrebbero Fazio “in pericolo” e suscettibile di una retrocessione in una Rai a maggioranza giallo-verde. A tal proposito, Matteo Renzi, ieri sera, gli ha esplicitamente chiesto – con una vena ironica – se qualcuno gli avesse già detto “stai sereno“. Tuttavia, il vicepremier Matteo Salvini, dall’avversario televisivo Massimo Giletti, aveva dichiarato che il conduttore è l’ultimo dei suoi pensieri.

Anche in passato, l’attuale conduttore di Green Leader – Le aziende e il pianeta (programma ambientalista di National Geographic in onda il lunedì alle 20.40) si era espresso francamente su Fazio:

“Se mi piacciono le sue interviste? Non ho mai sentito una sua intervista, le sue non sono interviste ma amabili chiacchierate, che è un po’ diverso: qualche domanda bisogna farla”

Minoli, curatore di quello che può essere considerato il prototipo del reality show italiano (Rai 2, 1995 – Davvero: un gruppo di 7 studenti convivono in un appartamento ripresi da telecamere fisse, assenti solo in bagno e in camera da letto), parla anche dell’attuale asset televisivo, dispensando preziose opinioni:

“E’ un prodotto maturo, l’innovazione è più di ‘packaging’ che di contenuti: cambiano le luci, le scenografie, ma l’ultima grande invenzione è stata il Grande Fratello, il primo e unico prodotto veramente multimediale, che va in televisione ma anche sulla pay tv e su internet. Tutto l’investimento è in tecnologia, è come se ci fossero tante autostrade ma poche macchine e per di più vecchie. Ora bisogna investire nei contenuti. Come Netflix o Amazon. La Rai lo fa nella fiction, che è l’unico comportato industrializzato che sta sul mercato internazionale con prodotti come Montalbano o co-produzioni come I Medici”.

Infine, il giornalista dichiara di voler tornare a condurre Faccia a Faccia su La 7 dal prossimo anno, dopo una “stagione leggera” dovuta al fatto che negli ultimi tempi – dice – non è stato molto bene, e di sognare ancora la radio.