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Niccolò Bettarini, scarcerato il suo aggressore. Ecco il suo sfogo

Ho il diavolo dentro. Questo è un paese di mer*a dove la giustizia non c’è per nessuno. Mi sono rotto il ca**o di stare zitto, stasera dirò la mia“. È con queste parole che ha inizio lo sfogo social di Niccolò Bettarini dopo la scarcerazione di uno dei suoi aggressori.

Come ricorderete, la scorsa estate il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini era stato picchiato e accoltellato fuori da una discoteca di Milano, riportando gravi ferite. I quattro aggressori erano stati condannati a pene tra i 5 e i 9 anni di carcere con rito abbreviato, dopo che il pm Elio Ramondini aveva chiesto per tutti 10 anni.

Oggi, però, la doccia fredda: uno di loro è già a piede libero. Il gip di Milano Guido Salvini, infatti, con un’ordinanza ha deciso di scarcerare Davide Caddeo, il condannato alla pena più alta, 9 anni. Bettarini si è così voluto sfogare sui social, a detta sua l’unico canale in grado di arrivare alla gente:

Complimenti, bravi, spero siate contenti ora. Mi ero ripromesso di non parlare di questa cosa, faccio questa storia prevalentemente perché sono incazzato e perché, a quanto pare, fare storie su Instagram è l’unico modo per arrivare alla gente in qualche modo. Ciò che è successo si commenta da solo… Penso che la giustizia italiana non esista, è uno schifo. Per tutti quanti.

Parole dure anche contro il suo avvocato, reo di averlo abbandonato e di aver voluto lucrare sulla faccenda, e contro il giudice Salvini che ha emesso la sentenza:

Soprattutto volevo fare i complimenti al mio avvocato. Non ho saputo niente per mesi, ci ha abbandonato dopo l’ultima sentenza, e vi dico anche perché: voleva che a gennaio andassi a Porta a Porta a elogiarla per il lavoro fatto. Io mi sono rifiutato. Poi vanno fatti i complimenti al giudice: io non studio giurisprudenza, però a casa mia se do una sentenza per tentato omicidio, se dopo un mese li scarcero tutti con permesso di lavoro ai domiciliari qualcosa non quadra. Ma questa è l’Italia, questa è la giustizia italiana. È uno schifo.

Niccolò ha poi concluso il suo sfogo dichiarandosi sereno perché migliore di chi ha commesso tale ingiustizia:

Detto questo, io mi sveglio la mattina, sereno e fiero di non essere come certa gente, che si alza la mattina e sa di essere una me*da e bazzicherà nella sua me*da per sempre. Vergogna.

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meglio morto che come voi

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