News

Piano industriale Rai, presunto incontro (mai smentito) tra Salvini e l’AD. Il sindacato: “atto di subordinazione al governo”

Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha approvato, lo scorso mercoledì, il nuovo piano industriale Rai per il triennio 2019-2021 (qui le principali novità in arrivo), che dovrebbe portare a un utile di 10 milioni di euro nel 2021, anche grazie all’ottimizzazione degli appalti e dei contratti artistici.

Piano, presentato dall’AD Fabrizio Salini, passato non senza polemiche: quelle dei giornalisti Rai per l’accorpamento delle testate (tg generalisti esclusi) in un’unica piattaforma e quelle per l’affidamento a RaiCom (società commerciale del gruppo sempre guidata dal Presidente Rai) del nuovo canale in lingua inglese, che, invece, dovrebbe essere finanziato solo dal canone, secondo il Contratto di Servizio.

Inoltre, Repubblica fa sapere che, prima della presentazione del piano da parte dell’Amministratore Delegato, quest’ultimo si sarebbe incontrato con i due Vicepremier, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, in presenza anche del Presidente Rai Marcello Foa. Una notizia mai smentita dai diretti interessati, che ha suscitato l’indignazione del sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai):

Nessuna smentita. Evidentemente è andata così. L’amministratore delegato della Rai, con i poteri più ampi della storia del servizio pubblico, si fa convocare dal ministro dell’Interno alla vigilia del Piano industriale. Un fatto senza precedenti. Se il silenzio dell’azienda è imbarazzante, quello delle autorità di garanzia e di vigilanza è assordante. Non si capisce, infatti, come nessuno abbia chiesto conto di questo palese atto di subordinazione al governo, violando i requisiti di autonomia e indipendenza previsti per i vertici di Viale Mazzini.

Fonti della Lega, invece, fanno sapere che Salvini sarebbe intervenuto per chiedere di accelerare sulle nomine alle vicedirezioni delle reti già nella prossima riunione del cda, perché le ritiene decisive per il rinnovamento dei palinsesti.

Rispetto a quanto già vi abbiamo rivelato, il piano appena confermato prevede 9 centri di contenuto (e non 8) e l’istituzione di un Direttore Generale che affiancherà AD e Presidente.