Blog

Sanremo 2019: chi è Mahmood e perché ha meritato di vincere il Festival

Il 69° Festival di Sanremo ha portato alla vittoria il giovane Mahmood con il brano “Soldi”. La sua vittoria ha diviso l’opinione pubblica, tra chi apprezza ciò che il cantante rappresenta e la modernità del suo pezzo, e chi ritiene che non sia degno di aver vinto il Festival della Canzone Italiana. Ma andiamo a ripercorrere la sua carriera, scoprendo i motivi per cui ha vinto Sanremo 2019.

Iniziamo con lo sfatare due luoghi comuni, il primo dei quali riguarda le sue origini: Alessandro Mahmoud è italianissimo, nato a Milano nel 1992 da madre sarda e padre egiziano, e cresciuto lì, dove ha studiato chitarra, pianoforte e canto sin da piccolo, iniziando a scrivere canzoni a 19 anni.

L’altro riguarda la sua gavetta, ricca nonostante la sua brevità, con all’attivo diverse partecipazioni televisive: la prima a X Factor 2012, quando ha gareggiato nella squadra Under Uomo di Simona Ventura, venendo eliminato alla terza puntata; risale al 2016, dopo aver vinto il concorso Area Sanremo, la sua prima apparizione sul palco dell’Ariston, dove a Sanremo 2016 si è classificato quarto tra le Nuove Proposte; nel 2017 ha partecipato anche tra i Giovani nel Summer Festival di Canale 5.

Non solo concorsi televisivi, però, perché non tutti sanno che Mahmood ha anche un trascorso eccellente come autore di due grandissime hit: Nero Bali di Elodie, Michele Bravi e Guè Pequeno, e Hola (I Say) di Marco Mengoni ft. Tom Walker.

Risultati immagini per gif marco mengoni trash italiano

Nel 2018, infine, è tornato a Sanremo, vincendo Sanremo Giovani a Dicembre con “Gioventù Bruciata” e guadagnandosi un posto tra i 24 Big di Sanremo 2019. Ma quali sono state le ragioni della sua vittoria?

Partiamo dalle votazioni: inizialmente, Mahmood non ha raccolto i consensi del televoto e della giuria demoscopica, che nella prima puntata lo hanno classificato addirittura 21° e 19°. Il favore del pubblico da casa è aumentato con il passare degli ascolti, arrivando al 7° posto nella serata di sabato, ma sono state la Sala Stampa e la Giuria d’Onore a portarlo alla vittoria, garantendogli quasi sempre la posizione più alta della loro classifica.

I motivi per cui la canzone di Mahmood ha incontrato il favore della critica sono presto detti: “Soldi” è un pezzo estremamente moderno, che si colloca in una parte del mercato discografico italiano ancora inesplorata da tutti gli altri cantanti. Il suo timbro di voce è unico nel suo genere, e le sonorità “marocco-pop”, come le definisce il cantante, provengono dalla sua gioventù, quando il padre gli faceva ascoltare musica egiziana: all’epoca non la gradiva molto, ma si è accorto di averne subito l’influenza quando ha iniziato a scrivere musica.

Ciò non significa che il brano non rappresenti la tradizione della canzone italiana: oltre a ribadire ancora una volta – pare che ce ne sia bisogno – che Mahmood è italianissimo, si tratta di un pezzo in parte autobiografico, la cui modernità sta nel fondere diverse culture e tradizioni musicali, fungendo da emblema di una realtà che, nonostante le opposizioni di qualcuno, è sempre più globalizzata.

Il ritmo trascinante e l’orecchiabilità di “Soldi”, poi, trovano la loro spiegazione andando a guardare il pentagramma della canzone:

Dunque, il successo è più che meritato per Mahmood, che sta portando avanti sapientemente un progetto musicale ben ragionato: mai come quest’anno, si può dire che a Sanremo abbia vinto la musica anziché il personaggio, fino alla scorsa settimana molto meno conosciuto rispetto ad altri Big in gara.

La sua prossima sfida – oltre all’album“Gioventù Bruciata” in uscita il 1° Marzo – sarà l’Eurovision Song Contest, in cui rappresenterà l’Italia: comunque vada, siamo sicuri che la sua umiltà e la sua intelligenza musicale gli garantiranno una grande carriera.