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Sanremo 2019: un Festival appannato tra conduttori ingessati, scenografia cupa e canzoni con poco appeal

La settimana televisiva più importante d’Italia ha avuto ufficialmente inizio, con la prima serata della 69° edizione del Festival di Sanremo.

Dopo lo strepitoso – e inaspettato – successo dello scorso anno, Claudio Baglioni ha voluto al suo fianco due fuoriclasse della comicità come Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Fuoriclasse perchè conosciamo la loro bravura nelle loro precedenti esperienze televisive e cinematografiche, mentre invece, sul palco dell’Ariston, l’impressione che hanno dato è stata completamente differente.

Se ormai siamo abituati allo “stile di conduzione” (chiamiamolo così) impacciato e asciutto di Baglioni, confermato anche quest’anno, hanno sorpreso in negativo i due co-conduttori, che hanno tenuto costantemente il freno a mano tirato, senza lasciarsi andare a particolari guizzi di improvvisazione, e risultando, perciò, piuttosto ingessati.

Virginia Raffaele corre il rischio di rimanere vittima dei suoi personaggi: in moltissimi sui social hanno invocato qualche sua imitazione, e, in effetti, le sue performance migliori le ha offerte quando si è lanciata in brevissime imitazioni di Michelle Hunziker, Ornella Vanoni e di un’eccezionale Patty Pravo, proprio al fianco di quella vera.

La conduzione appannata si inserisce all’interno di una scenografia anch’essa spenta, cupa, mesta, esageratamente grande, che poco si concilia con il Festival all’insegna dell’ironia e della leggerezza, di cui aveva parlato Baglioni in conferenza stampa. Volendo guardare i minimi dettagli, vanno menzionati anche la grafica, raramente così brutta e confusionaria, e i look di Virginia Raffaele, che ha indossato abiti scuri e elegantissimi, forse poco adatti al suo spirito scanzonato.

Persino gli sketch sono sembrati infiniti, anche a causa della scarsa creatività: si è giocato fin troppo sulla presenza dei due Claudio (Baglioni e Bisio, diventati tre con l’ospitata di Claudio Santamaria) e sul non sovrapporsi nel parlare, sortendo l’effetto di sottolineare la mancanza di armonia tra i conduttori. Pierfrancesco Favino è riuscito a risollevare la parte di varietà, con una riuscita esibizione teatrale in stile musical insieme a Virginia Raffaele, nei panni, rispettivamente, di Freddie Mercury e Mary Poppins.

A Sanremo 2019 manca chi si prende poco sul serio, sia nella conduzione che negli artisti in gara. Non c’è nessun pezzo in stile “Una Vita in Vacanza” de Lo Stato Sociale, nessuna scimmia che balla sul palco: la maggior parte dei brani è melodiosa, con qualche eccezione più rock (Zen Circus) o alternativa (Mahmood), e l’unica nota allegra e colorata portata dalla canzone di Arisa. Inoltre, le esibizioni sono state discrete, senza sussulti e, spesso, carenti di originalità, anche nei brani presentati.

L’atmosfera di “piattume” generale è stata confermata anche con gli ospiti musicali: le performance di Bocelli e figlio e di Giorgia sono state sì impeccabili, ma senza coinvolgere particolarmente.

Tre i momenti più degni di nota: un insolito Bisio che mette a tacere le polemiche sui migranti, che hanno coinvolto Baglioni in seguito alle sue dichiarazioni in conferenza stampa, i problemi tecnici prima dell’esibizione di Patty Pravo e Briga (straordinario il “Ma sono venuta a fare una passeggiata o a cantare?” della Pravo), e il delicato e commosso ricordo di Fabrizio Frizzi, con Baglioni che ha anche dichiarato di aver pensato a lui per la conduzione della scorsa edizione del Festival.

Per ora, dunque, il 69° Festival di Sanremo ha deluso le aspettative, forse troppo alte dopo lo scorso anno, risultando senza un particolare appeal. La speranza è che i tre conduttori si sciolgano di più, sporcandosi le mani e trovando la propria cifra stilistica: solo in questo modo, potrebbero portare colore in un Sanremo che, in ogni caso, sembra più sottotono rispetto ai fasti degli anni precedenti.