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Sanremo, la direttrice di Rai 1 tira le somme (anche delle polemiche) in Commissione Vigilanza

La direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, incaricata nel novembre scorso, ieri è intervenuta all’audizione della Commissione Parlamentare di vigilanza Rai per fare, tra le altre cose, il resoconto della 69esima edizione del Festival di Sanremo (qui la nostra recensione) e aggiornare i parlamentari circa le novità imminenti che riguardano la prima rete.

La De Santis ha definito la kermesse una “ubriacatura di ascolti”, snocciolando, per l’ennesima volta, i dati, che dice sono quelli che si aspettavano:

Questa edizione del Festival di Sanremo è stata quella più giovane di sempre, con una media per quel che riguarda il broadcasting generalista che sfiora il 50% nelle 5 serate, un dato di 3 punti superiore rispetto alla media degli ultimi 15 anni”. I risultati che abbiamo raggiunto sono stati straordinari e sono quelli che ci attendevamo.

Dati Auditel sicuramente soddisfacenti che, però, sono inferiori a quelli della scorsa edizione (qui i numeri di tutte le 5 serate e il confronto con gli anni precedenti). La nota più positiva riguarda i giovani, il digital e i social:

Su Instagram sono state 10 milioni le interazioni, su Twitter 4,8 milioni e su Facebook 2,3 milioni. Il totale delle media views (live streaming + video on demand Rai Play e YouTube) è stato di 62,1 milioni (+ 19% rispetto al 2018). Il Festival è stato seguito da 2,8 milioni di persone in diretta streaming e abbiamo avuto 8,3 milioni di interazioni per i video on demand su Rai Play. Infine, sul nostro canale YouTube abbiamo raggiunto 51 milioni di interazioni.

Dopodiché, la direttrice entra nel merito della polemica, che ha interessato anche la politica, sul sistema di voto (qui quello che è successo):

Nessun sistema elettorale è perfetto, figuriamoci quello di Sanremo (…) Questo meccanismo è stato poi riconosciuto dallo stesso Baglioni come uno dei non più funzionali, in particolare rispetto alla cosiddetta giuria d’onore. Ritengo che quel tipo di giuria probabilmente sarebbe stato più opportuno fosse stata composta effettivamente da soli musicisti con orientamento musicali differenti.

Buona idea (da noi già espressa nell’articolo linkato sopra). Potrebbe essere una valida soluzione per mitigare più adeguatamente i risultati del televoto ed evitare di cedere alla rischiosa ipotesi del sistema di voto basato solo sul giudizio popolare.

Teresa De Santis ha anche aggiunto, però, che, per contratto, le decisioni sulla conformazione della giuria spettavano insindacabilmente al direttore artistico: “la mia opinione non poteva essere in grado di cambiare la sua”.

Poi, è intervenuta sulla questione del presunto conflitto d’interessi (qui ve ne abbiamo parlato):

Al Festival non erano presenti artisti che facessero parte del management di Ferdinando Salzano e della F&P. Non ho deciso io le selezioni degli artisti (…) Salzano è l’organizzatore dei tour di una serie di artisti, non la maggioranza….

Le parole sono determinanti sempre e soprattutto in casi ambigui e poco chiari come questo: cosa si intende per “management”? E’ evidente che la società in questione avesse (e abbia) rapporti lavorativi con alcuni dei big in gara e molti degli ospiti, oltre che con Baglioni, ma, forse, solo per la gestione dei concerti e dei tour. Dunque, dobbiamo dedurre che quest’attività, per la Rai, non rientri nel significato di “management”?

Tra l’altro, è normale e funzionale che all’interno di meccanismi così complessi i ruoli siano molteplici e i compiti distribuiti, ma la direttrice di rete non dovrebbe essere la responsabile consapevole dell’output totale, a maggior ragione relativamente a una situazione che ha fatto molto discutere?

Quali siano i confini della clausola di trasparenza prevista dal contratto di Claudio Baglioni ancora non è dato saperlo.

De Santis ha anche detto che gli ospiti della kermesse sono stati pagati, ma con condizioni “di grande favore”, da lei attribuite anche al meccanismo di contiguità tra persone che lavorano nel mondo della musica. Insomma, conveniva non verificare l’effettiva applicazione della suddetta clausola?

Anche Claudio Baglioni su questa faccenda ha preferito non esprimersi con esaustività, pur ironizzando spesso sulla faccenda. Nel corso della conferenza stampa conclusiva, il direttore artistico aveva dichiarato:

Mi sono volontariamente separato dalle cose extra festival perché l’attenzione sarebbe andata a danno di tutta la macchina. Dal momento in cui si sovrintende a tutti i meccanismi del festival ci si deve spersonalizzare. Ho detto che non avrei raccolto nessuna delle polemiche, ho creato una zona di silenzio perché diversamente ci sarebbe stato nocumento al festival. A questo punto ho tanto bisogno di ombra almeno per qualche settimana e poi tornerò sotto i riflettori per il mio percorso visto che ho il tour.

Aveva parlato anche del suo futuro e sulla televisione aveva dispensato un utile consiglio, l’ennesima dimostrazione della sua innegabile poliedrica saggezza artistica:

L’ho detto tante volte, non ho la più pallida idea, ci sono tanti discorsi da fare. Anche oggi abbiamo sottolineato modifiche che si potrebbero fare, dal numero dei cantanti all’estendersi di tutte le trasmissioni televisive per la lotta dissennata a mezzo punto di share. Dovremmo darci tutti una calmata, magari le trasmissioni potrebbero iniziare e finire prima, se noi calassimo tutti e diventassimo più maturi… Lavoro da fare ce n’è e mi piacerebbe anche farlo, ma è prematuro.

Tornando all’audizione di ieri. Non solo Sanremo, perché la direttrice di Rai 1 è intervenuta anche sul rischio chiusura de Il Paradiso delle Signore esprimendo solidarietà per i lavoratori che hanno manifestato per questo motivo (ve lo abbiamo raccontato qui) :

E’ un prodotto partito abbastanza basso negli ascolti ma poi migliorato. È un ottimo prodotto ma è anche un prodotto costoso, per questa ragione l’Azienda sta valutando.

Dopo aver spiegato che un nuovo spazio informativo post Tg1 è allo studio e che non c’è ancora nulla di definitivo a riguardo, ha ribadito il valore della Fabbrica Angela (i programmi di Piero e Alberto Angela).