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Sanremo, Valerio Scanu commenta il Festival: “Parecchi momenti imbarazzanti”

Ospite di Storie Italiane, il programma mattutino di Rai 1 condotto da Eleonora Daniele, Valerio Scanu ha commento oggi il 69º Festival di Sanremo. Il cantante, che aveva vinto l’edizione del 2010 con Per tutte le volte che… , ha riferito di aver notato parecchi momenti imbarazzanti, in particolare nella seconda puntata:

L’ho trovata un po’ lenta, c’erano parecchi momenti imbarazzanti, uno su tutti il duetto Cocciante Baglioni… Ah, non dovevo dirlo?

Valerio ha poi spiegato il perché di tale affermazione, spiegando cosa secondo lui non ha funzionato nell’esibizione:

Sicuramente era tardi, sicuramente erano stanchi e tutto, ma c’è stato un momento in cui non si capiva, si guardavano e “O faccio io o fai tu, che famo?”… E non hanno neanche cantato ad un certo punto, ci sono stati cinque secondi, e cinque secondi televisivi sono troppi, o magari erano tre ma erano troppo uguale, dove nessuno dei due ha cantato.

Il cantante sardo ha poi detto la sua anche su Arisa, in gara con Mi sento bene, un brano ritenuto molto simile a un altro pezzo:

Nel brano di Arisa io ci sento molto ‘Dio è morto’ dei Nomadi sulla parte iniziale, in maniera pesante e consistente…

La somiglianza era già stata fatta notare da Gaspare Baglio, giornalista di Rolling Stone Italia:

I musical, Heather Parisi, la Cuccarini, Olivia Newton-John, Broadway, la disco-music, i film Disney. C’è tutto in questo brano che funziona e, nel ritornello, ricorda ‘Dio è morto’ dei Nomadi. E Arisa è la più intonata di tutti. Pensavo fosse nella parte blu, non capisco la zona gialla. Anche perché il pubblico ama molto Arisa, mentre il suo stylist la ama meno. Molto meno.

Dopo il caso Achille Lauro (che avevamo trattato qui), quindi, pare tocchi ora ad Arisa difendersi dalle accuse di plagio, giunte puntuali anche quest’anno.