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Ucraina contro Al Bano, il cantante “pericolo nazionale” risponde

Al Bano è un pericolo per la sicurezza nazionale dell’Ucraina. Così, almeno, la pensa il Ministero della Cultura di Kiev, che ha inserito il cantante nella lista nera degli individui considerati un possibile pericolo per la sicurezza del Paese (ve ne avevamo parlato qui).

Il cantante di Cellino San Marco, molto popolare nelle zone dell’ex Unione Sovietica assieme all’ex moglie Romina Power e noto per la sua simpatia a Vladimir Putin, discusso Presidente della Federazione Russa, si è così ritrovato inserito a sua insaputa nella black list compilata e aggiornata dal Ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della TV e Radio nazionali.

A commentare l’assurda vicenda è oggi proprio Carrisi, che all’ANSA si è dichiarato sgomento e stupito dalla situazione:

Giuro che per me è un fulmine a ciel sereno. Non sono preoccupato, ma non so a che cavolo si riferiscano. Vorrei avere una motivazione… Semplicemente non ho mai fatto niente né contro l’Ucraina né contro nessun altro Paese al mondo. Io vado, canto le mie canzoni, canto la pace e da uomo di pace mi sono sempre presentato. E continuerò ad esserlo perché ci credo.

Al Bano ha poi continuato ribadendo il concetto:

È una nefandezza. Hanno preso un abbaglio, non c’è altra spiegazione. Le sembro una minaccia per la sicurezza nazionale, io? Cosa sono? Un attentatore? Un terrorista? Ma siamo seri… Cantare è il mio pregio. Se il fatto che canto può aver dato fastidio a qualcuno, non lo so. Ho tanti fan in Ucraina, ci ho cantato due volte, voglio bene a quel popolo e non mi va giù che il governo mi abbia bollato come minaccia per la sicurezza nazionale. Voglio andare fino in fondo a questa storia. Ne parlo con il mio avvocato.

Prima di lui, anche un altro italiano era stato inserito nella famigerata lista nera ucraina, l’attore Michele Placido, assieme a molti altri artisti che hanno espresso posizioni a favore del governo russo o in generale che intrattengono rapporti con il Cremlino.