Bocelli risponde a Chalamet: “Opera e balletto parlano ancora al cuore”. E lo invita a un suo concerto


Le parole di Timothée Chalamet su opera e balletto non smettono di alimentare il dibatto nel mondo dello spettacolo, e non solo. E tra le voci più autorevoli intervenute c’è quella di Andrea Bocelli, che ha risposto con eleganza – ma anche con un invito molto diretto.
In un’intervista esclusiva a People, il tenore italiano ha deciso, infatti, di commentare le dichiarazioni dell’attore che a un evento organizzato da Variety e CNN insieme a Matthew McConaughey ha definito opera e balletto arti “di cui ormai non importa più a nessuno”. Una battuta pronunciata mentre promuoveva il film Marty Supreme, suscitando risate tra il pubblico presente ma anche numerose critiche.
A tale proposito, Bocelli ha spiegato di essere rimasto sorpreso da quelle parole, ma ha scelto di affrontare la questione con uno sguardo più ampio. “Credo che spesso tendiamo a prendere le distanze da ciò che non abbiamo ancora davvero incontrato”, ha dichiarato il cantante alla rivista. “Opera e balletto sono forme d’arte che attraversano i secoli. E continuano a parlare al cuore umano, perché rispondono a un bisogno profondo di bellezza, verità ed emozione”.
Secondo Bocelli, queste discipline non appartengono certo al passato ma “sono linguaggi vivi che possono ancora commuoverci, farci riflettere e mettere in contatto generazioni diverse”. Quindi, il tenore, che nella sua carriera ha venduto oltre 90 milioni di dischi nel mondo, ha rivolto un invito diretto all’attore.
“Sono convinto che un interprete sensibile come Timothée, che conosce il potere delle emozioni, possa un giorno scoprire che opera e danza nascono dalla stessa fonte della recitazione. Se mai fosse curioso, sarei felice di accoglierlo come ospite a uno dei miei concerti. A volte bastano pochi minuti di musica dal vivo per capire perché, dopo secoli, queste arti continuano a essere amate in tutto il mondo”.
Bocelli – impegnato nel suo Romanza 30th Anniversary Tour – non è certo stato il solo a replicare a difesa dell’opera e della danza. Tra le prime a rispondere c’è stata Tiler Peck, étoile del New York City Ballet, che sui social ha sottolineato quanto l’idea che “nessuno si interessi più al balletto” sia lontana dalla realtà.
Anche la celebre ballerina Misty Copeland ha ricordato che il fatto che una forma d’arte non sia dominante nella cultura pop non significa che abbia perso la propria rilevanza. Perfino il musicista Charlie Puth è intervenuto nel dibattito, osservando che molta della musica contemporanea esiste proprio grazie alle tradizioni artistiche del passato.