Dopo il debutto seguitissimo de I Cesaroni, con oltre 3,5 milioni di spettatori incollati davanti alla tv e il 22,8% di share, e il successivo calo registrato martedì scorso con 2.347.000 spettatori e il 17,1% di share (dati total audience), l’entusiasmo iniziale si è inevitabilmente raffreddato.
Claudio Amendola, interprete di Giulio Cesaroni, aveva ringraziato il pubblico dopo l’esordio con queste parole:
“E che vi devo dire? Grazie infinite perché è stato un grande successo, un risultato che ci emoziona e ci fa sperare di andare avanti con la stessa forza e la stessa energia. I commenti sui social ci riempiono di gioia. Siamo emozionati e abbiamo grandi aspettative per le prossime puntate. Vi posso garantire che sono in crescita: la seconda è più bella della prima, la terza più della seconda e così via…“
Raggiunto da SuperGuidaTv, l’attore ha poi commentato la differenza di ascolti tra la prima e la seconda settimana di messa in onda:
“Se sono soddisfatto? Guarda, ho imparato una cosa: i dati vanno giudicati su un total share. Che poi si fa ormai quasi dopo la messa in onda, quindi così come esaltarsi non vale la pena, altrettanto non vale la pena farsi troppe domande. Bisogna capire di che tipo di prodotto stiamo parlando e che tipo di fruibilità dovrebbe avere.”
Sui social molti spettatori de I Cesaroni, ma non solo, stanno contestando la scelta di far iniziare la prima serata alle 22.00, indicandola come una delle principali cause del calo di interesse verso la programmazione televisiva tradizionale.
Amendola, indirettamente, aveva già commentato la decisione di Mediaset, rivolgendosi soprattutto ai più piccoli:
“Chiedo scusa ai bambini, so che iniziamo tardi e per molti di voi è difficile restare svegli. Tranquilli, c’è Mediaset Infinity, lì potete recuperare la puntata, la vedete quando vi pare.”
Un problema che però non riguarda soltanto i bambini, ma anche tutti coloro che la mattina devono alzarsi presto.

