Per la cantante Céline Dion questi ultimi anni sono stati drammatici a causa della sindrome della persona rigida, una rara malattia neurologica autoimmune che colpisce i muscoli rendendoli rigidi e provocando dolori intensissimi.
Ne aveva parlato per la prima volta nel 2022, ma in realtà conviveva con i sintomi già da tempo:
“Questa malattia è molto dolorosa. A un certo punto mi sono rotta delle costole perché gli spasmi, quando sono molto violenti, possono rompere alcune costole. Se punto i piedi rimarranno bloccati. Se cucino – perché amo cucinare – le mie dita e le mie mani rimarranno in quella posizione.”
Oggi le condizioni sembrano migliorate: l’artista è pronta a tornare sul palco e a riprendersi ciò a cui aveva dovuto rinunciare per dedicarsi alla cura e al recupero. La musica e il legame con il pubblico hanno rappresentato un punto fermo anche nei momenti più difficili.
Nelle ultime ore è uscito anche un nuovo inedito, “Dansons”, brano in francese scritto da Jean-Jacques Goldman, autore che aveva già collaborato con lei in passato.
Un pezzo che racchiude il peso di questi anni e lancia un messaggio chiaro: andare avanti, nonostante tutto. Dion invita a ballare anche quando la vita rallenta o si ferma, con resilienza:
“Balliamo per essere e restare in piedi
Perché lo dobbiamo a noi stessi
Per tutti quelli immobili”
Non è solo una canzone, ma un modo per ricordare che, anche quando il corpo si ferma, c’è sempre qualcosa dentro che continua a muoversi.

