Sulle parole di Michele Bravi qualcuno ha da ridire. Il cantante aveva descritto il backstage di Sanremo come un luogo in cui non regna sempre l’armonia, dove i big non vanno necessariamente d’amore e d’accordo. Aveva parlato di piccole scaramucce tra artisti e di una certa elettricità nei camerini.
“Su 30 persone è normale che non si vada d’accordo con tutti.”
Bravi ne fa quasi una questione statistica e, a Verissimo, complice l’atmosfera più leggera e orientata al gossip, si è lasciato andare a queste considerazioni.
Eppure Fulminacci, intervistato da Vanity Fair, ha raccontato un’esperienza completamente diversa. Senza sminuire il punto di vista del collega, ha condiviso la sua personale percezione del clima vissuto durante il Festival:
“Sarà che ero in grazia di Dio, ma io ho visto l’esatto contrario. C’era molto entusiasmo, eravamo tutti di buonumore. Sono stato contentissimo di vedere brillare Ditonellapiaga, un’amica, che si merita tutto il successo che sta avendo. Ho conosciuto Sayf, un ragazzo davvero simpatico. Eddie Brock lo conoscevo già, andavamo a scuola insieme. Tredici Pietro è una persona stupenda.”
Del resto il Festival di Sanremo non è solo musica, ma anche chiacchiericcio. Tra tensioni, fuoriprogramma e interpretazioni del tutto personali, possono nascere racconti molto diversi tra loro. Non necessariamente frutto della fantasia, ma spesso influenzati dalle logiche della notizia e dalle sensazioni di chi le vive in prima persona. Poi c’è chi ha l’assetto da romanziere e chi da cronista, ma questa è una questione di stile, una sfumatura.
Ed è proprio questo che rende interessante il dietro le quinte della kermesse: punti di vista opposti che raccontano la stessa esperienza.

