Il Castello delle Cerimonie chiude dopo 40 anni: stop per La Sonrisa


Chi non conosceva l’attività della famiglia Polese? Per ben 13 edizioni lo show televisivo Il Castello delle Cerimonie ha intrattenuto milioni di italiani mostrando matrimoni, comunioni, cresime e qualsiasi altra occasione di festa. Celebrazioni pompose, con clienti esigenti che avanzavano richieste fantasiose sia dal punto di vista culinario che da quello scenografico.
Il format era ambientato nel Grand Hotel La Sonrisa, una villa risalente al Settecento conosciuta dal pubblico semplicemente come “il Castello”. Adesso, però, quell’attività si è fermata. La struttura ha infatti chiuso i battenti il 15 giugno. L’azienda della famiglia Polese, dopo quarant’anni di attività, ha cessato il proprio esercizio a causa del mancato rinnovo delle licenze per l’attività ricettiva e per quella di ristorazione. Su Fanpage si legge che lo stop sarebbe arrivato:
“Dopo aver perso la causa contro lo stato per la lottizzazione abusiva dei terreni su cui sorge la struttura ricettiva.”
Tutti i matrimoni già programmati per la stagione estiva e autunnale del 2026 verranno ora organizzati altrove. Imma Polese, figlia di Antonio Polese, fondatore dell’attività, insieme al marito Matteo Giordano stanno trovando una soluzione.
La notizia ha colpito i fan del programma trasmesso da Real Time, ma anche chi gravitava attorno all’attività della struttura. Nel corso degli anni, infatti, il Grand Hotel La Sonrisa aveva coinvolto numerosi lavoratori e fornitori del territorio. A tal proposito, sempre su Fanpage, si legge:
“Stamane il prefetto di Napoli, Michele di Bari ha convocato la riunione con una delegazione di dipendenti de La Sonrisa, ma il tema è esteso anche all’indotto e alle collaborazioni. Fioristi, fornitori di materie prime e di attrezzature per wedding. Dal punto di vista per l’azienda resta qualche chance. Ma il tema è che non avendo più i permessi la “macchina delle cerimonie” si è dovuta necessariamente fermare.”
Al di là della sorte televisiva del programma, la chiusura della struttura coinvolge quindi anche lavoratori, collaboratori e attività che negli anni hanno costruito una parte del proprio lavoro attorno al Grand Hotel La Sonrisa. La questione, dunque, è più delicata del previsto.