Di recente Milo Infante ha lasciato la Rai per approdare a Mediaset, dove nella prossima stagione sarà impegnato con ben due programmi. Uno in onda ogni mattina, dal lunedì al venerdì alle 11, e un altro in prima serata. Archiviato il trasferimento e ufficializzata la sua presenza nei nuovi palinsesti, il giornalista si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nel corso di un’intervista rilasciata a Il Messaggero, spiegando i motivi che lo hanno portato a lasciare la tv pubblica.
“Ogni anno, anche questo, il responsabile del Day Time, Angelo Mellone, voleva chiudere Ore 14 per metterci La Porta Magica di Andrea Delogu, sostenendo che facevo concorrenza a La Volta Buona di Caterina Balivo. Quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso. Avevo solo chiesto un adeguamento: cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere. Qualcosa si è rotto, ma non mi piace il tiro al bersaglio. All’AD Rossi gliel’ho detto: “Giampaolo, non sei circondato da dirigenti alla tua altezza”. Andando via, ho capito che tanti altri colleghi si sentono completamente abbandonati. Sono disperati. Ho ricevuto una valanga di messaggi.”
Infante descrive una situazione che, a suo dire, gli ha fatto capire di non avere più lo spazio necessario per crescere professionalmente e sviluppare nuovi progetti. Da qui la decisione di accettare la proposta di Mediaset. Il giornalista ha poi commentato anche la scelta della Rai di affidare Ore 14 a Salvo Sottile, che ne prenderà le redini sia nella versione quotidiana sia in quella di prima serata.
“Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l’IA e il suo viso, mi è sembrato un po’ triste. Mi ha mandato un messaggio, gli ho risposto ‘in bocca al lupo’. Lui è bravo. Mi aspettavo che cambiassero il titolo, un po’ come il ritiro della maglia nel calcio.”

