Il film Una battaglia dopo l’altra, su 13 nomination, ha conquistato 6 statuette. A seguire I peccatori con 4 premi su 16 nomination, Frankenstein con 3 su 9, KPop Demon Hunters con 2 su 2, mentre Hamnet e Sentimental Value si fermano a una statuetta ciascuno.
Tra i momenti più rilevanti della serata c’è stata anche una stoccata a Timothée Chalamet, rimasto a mani vuote dopo alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti:
“Non voglio lavorare nel mondo del balletto o dell’opera, in cose del tipo ‘teniamo in vita qualcosa che ormai non interessa più a nessuno’. Con tutto il rispetto per chi lavora nel mondo del balletto e dell’opera.”
In apertura della cerimonia, Conan O’Brien ha commentato con ironia la polemica:
“Il livello di sicurezza è molto alto stasera. Mi riferiscono che temono attacchi dalla comunità dell’opera e del balletto. Sono arrabbiati perché ti sei dimenticato di nominare il jazz.”
Tra i discorsi più spontanei della serata quello di Amy Madigan, che ha esordito così:
“Ieri sera, sotto la doccia, pensavo a cosa dire mentre mi depilavo le gambe e poi, alla fine, mi sono messa i pantaloni.”
Un dettaglio decisamente poco istituzionale, ma che ha fatto emergere tutta la sua vena ironica. Un lato caratteriale lontano dall’immagine di Gladys, il personaggio iconico che interpreta in Weapons.
Simpatico anche lo sketch tra Anna Wintour e Anne Hathaway. Le due hanno annunciato i vincitori delle categorie Migliori Costumi e Miglior Make-up e, a un certo punto, Hathaway ha chiesto a Wintour cosa ne pensasse del suo look. La direttrice di Vogue l’ha però ignorata completamente, procedendo con la premiazione. Un chiaro riferimento all’atmosfera de Il Diavolo veste Prada, che tornerà al cinema a fine aprile con il sequel.