Nei giorni scorsi Aldo Cazzullo aveva criticato aspramente la vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo, utilizzando parole molto dure:
“‘Per sempre sì’ potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o — a essere generosi — una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla, per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico. Per fortuna sono del Sud artisti che a Sanremo avevano canzoni interessanti, come Samurai Jay e Serena Brancale.”
Parole che sono state riprese anche da Caterina Balivo nel programma La Volta Buona, dove la conduttrice ha sottolineato come, affermazioni di questo tipo, possano generare pregiudizi.
Il giornalista, come si legge su Biccy, si è poi collegato in diretta per puntualizzare la sua posizione:
“Non ho mai detto che odio che un cantante napoletano abbia vinto il Festival di Sanremo. Io amo Napoli, adoro la musica napoletana e la grande tradizione napoletana che Renzo Arbore ha portato in tutto il mondo. Adoro Caruso, Daniele, Esposito, Bennato, Sorrenti. Anche Geolier lo trovo interessante. Sal Da Vinci però rappresenta Napoli come i nordisti che non amano Napoli vedono Napoli. Io amo Napoli e il teatro di Eduardo e Totò, ma non mi piace Sal Da Vinci. La battuta sulla camorra è una battuta, appunto.”
A mettere un punto alla polemica è stato Sal Da Vinci che, durante la festa organizzata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi in suo onore, ha dichiarato di non aver letto nulla e ha invitato i suoi fan a non rispondere a questo genere di provocazioni:
“Mi sono arrivate un sacco di provocazioni. Magari a volte la mente genera delle cose un po’ strane, no? Io ho semplicemente portato una canzone che parla d’amore. Se poi l’amore è una cosa violenta, allora forse probabilmente siamo nel mondo sbagliato.”

