Internet nasconde ma non dimentica. È una regola che vale per tutti, nessuno escluso. In questi giorni, come si legge su Biccy, è stata ripescata un’intervista fatta a Lucio Corsi da Lifegate, risalente al 2020. Complice l’annuncio di Elettra Lamborghini tra i Big di Sanremo 2026, le sue dichiarazioni — pur pronunciate cinque anni fa — sembrano cascare a fagiolo:
“Cosa penso di Sanremo? Il Festival di Sanremo e la grande canzone oggi sono su due pianeti diversi, due strade che non si dovrebbero mai incontrare. Amo i cantautori del passato: Ivan Graziani, Lucio Dalla, Pierangelo Bertoli, Piero Ciampi, Fabrizio De André, abbiamo avuto delle bellissime cose. Ascolto Paolo Conte, non Elettra Lamborghini. Direi che è una cosa completamente differente, non ci dovrebbe essere unione tra le cose, sono pianeti diversi. Come fai a metterti in un certo luogo in quel modo?”
Un’idea personale che potrebbe anche essere cambiata nel tempo, considerando che lui stesso ha poi partecipato al Festival nell’ultima edizione, piazzandosi al secondo posto. Sui social c’è chi concorda con lui e chi lo critica aspramente.
Sanremo è il Festival della canzone italiana: affonda le sue radici nel passato, ma negli anni ha saputo evolversi, modificando linguaggi, ritmi e modalità di conduzione per restare aderente ai gusti di una società in continua trasformazione.
Ogni generazione ha criticato quella successiva per le scelte musicali, ma la verità è che nel panorama contemporaneo c’è spazio per tutti, così come sul palco dell’Ariston. Che piaccia o no, il Festival è una fotografia — per alcuni imperfetta, ma reale — della musica che circola.
Forse è proprio la convivenza di mondi diversi a rendere il Festival unico. Perché la musica ci insegna che non esistono confini: nemmeno quelli tra “tradizione” e “nuove tendenze”.

