La replica di Michielin, Levante e Vicario alle parole di Vannacci sui gay


Le parole del generale Roberto Vannacci, pronunciate durante la trasmissione Otto e Mezzo su La7, hanno fatto molto discutere. Il generale ha dichiarato di non comprendere perché:
“i gusti personali debbano dare luogo a dei diritti. […] I gay qua in Italia hanno tutti i diritti: se vanno all’ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare, se vanno a scuola gli insegnano…”
Dichiarazioni che hanno trovato la replica di Francesca Michielin, Margherita Vicario e Levante, madrine del Roma Pride, in programma oggi pomeriggio. Vicario ha definito quelle parole particolarmente pericolose:
“Per me sono pensieri violenti, che attecchiscono su una popolazione molto ignorante, allo stremo, che è stanca, ormai sballottata da anni di social. Io infatti non parlerei di bugie o cavolate, ma di idee profondamente violente, che purtroppo trovano una strada nella realtà. Se continuiamo ad affrontare questo terremoto che sta arrivando declassandolo, facciamo un danno, perché invece sono pensieri violentissimi, molto pericolosi e reali.”
Anche Francesca Michielin ha commentato le parole del generale, allargando il discorso al tema della responsabilità che deriva dal ruolo pubblico ricoperto:
“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, forse il generale Vannacci spreca i propri poteri, perché occupa uno spazio che potrebbe occupare meglio. Ma anche da grandi privilegi derivano grandi responsabilità, e noi abbiamo un privilegio e quindi dobbiamo sfruttarlo al meglio per gli altri, per creare spazi a chi non ne ha.”
Per Levante, invece, il tema centrale è la necessità di portare il dibattito sui diritti della comunità LGBTQIA+ anche al di fuori dei contesti già considerati sufficientemente sicuri e inclusivi:
“Il lavoro che dobbiamo fare è di portare certe cose per la comunità LGBTQ oltre il perimetro che ci sembra sicuro, dobbiamo davvero andare oltre. Anche per questo deve esistere il Pride. E quando ci dicono che sembra carnevale, è giusto che sia così, perché il Pride deve rompere gli schemi e infastidire. Devono accettare la nostra libertà. Noi dobbiamo andare ovunque a parlare della comunità, a partire dalle scuole. […] Poi c’è un altro punto, che è il privilegio di Vannacci. Il fatto che questa persona riesca a manipolare la gente con la sua ignoranza, ma non so nemmeno se si tratta di ignoranza o furbizia, o anche di razzismo”