Amicizia non significa immunità dalle critiche. E così Gene Gnocchi, nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage, ha ribadito il suo pensiero sulla conduzione del Grande Fratello affidata a Simona Ventura. Tra i due c’è un rapporto di stima reciproca e un’amicizia che dura da anni. Proprio per questo un amico deve poter esprimere il proprio punto di vista anche quando non è particolarmente piacevole da ascoltare. Parlando dell’esperienza di Ventura nel reality ha dichiarato:
“Il Grande Fratello era una scommessa persa in partenza, non era neanche Vip ma di persone normali. Lei si butta perché è generosa. Quando abbiamo preso l’eredità di Fazio a Quelli che il calcio non era semplice ma l’ha portato avanti alla grande e mi ha dato fiducia dicendomi di fare solo quello che mi sentivo di fare. Un attestato di grande stima. Vederla in quelle baracconate mi intristisce.”
Successivamente il comico ha allargato il discorso allo stato attuale della televisione italiana, soffermandosi sulla presenza sempre più massiccia degli opinionisti. Per Gnocchi si tratta di uno dei principali problemi del piccolo schermo contemporaneo:
“[…] è tutto un brulicare di opinionisti, che per me è un cancro della televisione. L’ultima proposta che ho fatto è allestire una scuola per opinionismo, perché se non sei un opinionista oggi non ti vuole nessuno. L’emblema è Selvaggia Lucarelli opinionista di Ballando con le Stelle, ha dimostrato che è un mestiere vero e proprio. A cascata sono arrivati persino gli opinionisti di Temptation Island, ma ti rendi conto? Ci sono poi quelli a tempo, come il virologo, quelli a tempo pieno sulla politica e gli ultimi, che fanno un po’ impressione, sulla cronaca nera. Se mi chiedessero un’opinione su Garlasco non riuscirei a darla entrando in un consesso dove è pieno di personaggi perché hanno un’opinione. L’opinionismo è una malattia della tv. Invece dovrebbe farla chi conosce la tv e sviluppa delle idee, anche nuove.”
Una riflessione che parte dal ruolo degli opinionisti ma che, in realtà, tocca un tema più ampio: la difficoltà della televisione nel proporre idee nuove. Secondo Gene Gnocchi, rispetto agli anni in cui lui stesso ha vissuto una stagione televisiva diversa, oggi si tende a puntare maggiormente su formule già collaudate. I reality e i programmi costruiti attorno al commento, a suo avviso, sono il sintomo di una tv che rischia sempre meno e che preferisce percorrere strade già battute.

