È una stagione di prime volte per Iramache ha appena vissuto l’emozione del suo primo San Siro da protagonista ed è impegnato nelle sue prime Auditions. L’artista debutta, infatti, al tavolo della giuria nell’edizione 2026 di X Factor, in onda a settembre su Sky e NOW. A fare da ponte ideale tra le due esperienze Giorgia, confermata alla conduzione del talent di Sky e ospite a sorpresa al Meazza sulle note di Buio.
In che momento arrivano San Siro e X Factor? Non me ne sono ancora reso conto, non l’ho ancora capito nemmeno io, perché sto correndo tanto! Diciamo che arriva in un momento della mia vita in cui sono più positivo del solito e meno malinconico. O meglio, la malinconia è più latente. Non so quanto interessi alle persone questa cosa, però è una risposta molto sincera e spontanea (sorride, ndr). Perché la domanda è molto intima, in verità… è importante e ammetto di chiedermelo io stesso.
Irama a X Factor 2026: “Sarò un giudice onesto e sincero. Ho voglia di raccontarmi”
È evidente che sia un momento a fuoco e di serenità. Sarà questo? Sì, è appunto un momento in cui sono più positivo e sono momenti rari, te lo giuro! Perché sono più tendente alla malinconia. Potrei dire che è un momento in cui sto fluendo molto, cioè sto seguendo le cose. Sono uno che scava sempre molto dentro se stesso, che pensa ogni cosa prima di farla. Ci muoio sopra centomila volte e, alla fine, ho capito che non mi soddisfa mai comunque…
Quindi adesso sto cercando di fluire un po’ di più, di lasciar andare la corda. Nell’arte faccio ancora tanta fatica, non nel senso che mi trattenga, anzi il contrario: ho bisogno di andare, a volte, troppo a fondo.
Credi che l’esperienza di X Factor ti stia già insegnando qualcosa in questo senso? Beh, è un bel caso che coincida con X Factor, perché è un luogo dove hai la possibilità di raccontarti in maniera più intima. Oltre ad avere, ovviamente, come priorità quella di scovare e far crescere dei talenti. Sono in un momento in cui ho voglia di far vedere anche altri lati di me, magari di raccontarmi con più serenità e anche con più positività. Quindi sì, è una bella cosa che arrivi in questo momento.
Essere stato scelto come giudice lo vedi come un riconoscimento, da parte del sistema musicale e televisivo? Lo vedo soprattutto come una responsabilità: sei lì di fronte a dei ragazzi che vogliono iniziare la loro carriera e quindi sento la responsabilità di cercare di dar loro consigli che possano guidarli e aiutarli ad affrontare questo percorso. Principalmente la vedo così: come una responsabilità. Però, ecco, mi sono preso quattro sì! (scherza, ndr) Sono contento che mi abbiano dato fiducia e sono onorato che abbiano pensato a me per questo ruolo… Spero di non deluderli. Spero che si trovino bene con me e, soprattutto, spero di poter aiutare davvero qualcuno.
Con l’esperienza che ho accumulato negli anni – nonostante sia ancora giovane, ma ho iniziato molto presto – credo di poter dare qualcosa ai ragazzi che si presentano. Anch’io, in fondo, ho affrontato un percorso simile, anche se non sono partito da un talent vero e proprio nel senso che prima di Amici c’è stato Sanremo Giovani. Quindi sì, sono molto grato che abbiano creduto in me e sono felice di poter restituire qualcosa.
Sono già iniziate le audizioni, com’è stato il primo approccio? Mi sto divertendo come un matto, anche perché la squadra è davvero bella. C’è Giorgia, con cui ho un ottimo rapporto; c’è Francesco Gabbani, con cui ho condiviso proprio gli inizi a Sanremo Giovani; poi c’è Jake La Furia, che mi fa morire dal ridere. Ha una battuta pronta per qualsiasi situazione. E poi c’è Paola Iezzi, la mia vicina di posto, che è adorabile. Mi sta aiutando molto. Essendo già alla sua terza esperienza, mi ha dato parecchie dritte e consigli pratici. Da quel punto di vista è stata davvero preziosa.
Achille Lauro ti ha mandato qualche messaggio? Sì, ci siamo sentiti al telefono e ci siamo visti, siamo in ottimi rapporti. Mi ha dato più di un consiglio e, anzi, gli ho proprio chiesto di raccontarmi un po’ com’è stata la sua esperienza. È stato super disponibile e molto carino. È una persona squisita e sono molto contento che gli stiano andando bene le cose. Continuo a sostenerlo con grande affetto.
E visto che sei stato anche tu dall’altra parte del tavolo, che giudice vorresti essere? Cercherò di essere onesto e sincero. Non sempre è facile, perché ti trovi davanti ragazzi molto giovani per i quali capisci che non è ancora il momento giusto. Spiegarglielo è complicato e non è facile dal punto di vista emotivo, perché davanti a te hai persone che ci credono davvero e stanno inseguendo un sogno. Quando le cose non vanno bene, non è un gioco. Nessuno di noi, poi, ha la verità in tasca: quello che posso dare è soltanto il mio punto di vista.
Cercherò sempre di fare ciò che ritengo sia migliore per la persona che ho davanti. Se qualcuno è ancora acerbo, cercherò di evitare che si faccia male correndo troppo. Se invece ha sbagliato un’esibizione, proverò a metterlo nelle condizioni di ripresentarsi e far vedere davvero chi è. Cercherò di essere leggero, ma non di prenderla con leggerezza
Lo hai ricordato tu, sei figlio di Sanremo oltre che di Amici. Stai già scrivendo qualcosa in ottica Festival 2027? Sanremo la sento molto come una casa… vedremo perché, alla fine, dipende sempre dalla canzone. Dalla musica. In questo momento non ho una canzone in tasca che sento pronta per essere presentata, quindi non ho ancora proposto nulla. Se dovessi tornare, dipenderebbe esclusivamente dal percorso artistico e dalla qualità del brano.
Sono sempre stato molto tradizionalista da questo punto di vista: se c’è una canzone che ha senso raccontare, allora vale la pena andare a Sanremo altrimenti no. Tutte le volte che ci sono andato è stato perché avevo un pezzo che sentivo davvero importante. Non è mai stata una scelta di marketing. E questa cosa, secondo me, le persone la percepiscono.
Per fortuna il pubblico è intelligente e capisce quando dietro una scelta c’è una necessità artistica autentica. Se dovesse arrivare il pezzo giusto, come si dice, non escludo un ritorno.
Intanto è uscito il singolo per l’estate Cabana che hai cantato per la prima volta a San Siro. Altre sorprese in arrivo? Il mio problema è che tendo sempre a spoilerare tutto e poi vengo rimproverato perché magari faccio ascoltare un pezzo e lo pubblico due mesi dopo. Sto cercando di imparare a trattenermi un po’ di più! Per quanto riguarda Cabana, il brano ha una dimensione molto flamenca che negli ultimi anni mi ha affascinato sempre di più. Viene dalla mia passione per Camarón de la Isla e per la cultura gitana, madrilena e flamenca.
È una canzone che sembra leggera, ma musicalmente è molto strutturata. Sotto l’apparenza immediata c’è un lavoro armonico e strumentale piuttosto complesso. Volevo realizzare qualcosa di leggero e coinvolgente, ma senza rinunciare alla solidità musicale costruita nel percorso degli ultimi anni. Mi sono avvicinato sempre di più a una musica organica, suonata, pensata per il live.
Facendo tanti concerti sentivo il bisogno di mantenere quella direzione, senza tornare indietro. Per questo, anche nei momenti più pop e immediati, cerco di conservare una coerenza sonora con il percorso che sto facendo oggi.
E sono in vista anche nuovi impegni live per Irama che ha annunciato il tour nei palazzettiA chi ci sarà sempre a dicembre 2026. Queste le date:
6 dicembre– Mantova, Palaunical DATA ZERO
8 dicembre– Firenze, Mandela Forum
12 dicembre– Roma, Palazzo dello Sport
16 dicembre– Milano, Unipol Dome
19 dicembre– Bologna, Unipol Arena
21 dicembre – Torino, Inalpi Arena
23 dicembre– Napoli, Palapartenope
I biglietti sono già disponibili online e nei canali di prevendita tradizionali.