Formula che vince non si cambia, a partire dal motto che resta lo stesso: Non ci sono giudizi, ci sono solo scelte e conseguenze. Dopo il successo della scorsa stagione, Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo si prepara a tornare con una seconda edizione ancora più estrema. Il reality-strategy di Sky riparte, infatti, il 21 maggio ogni giovedì sera su Sky Uno e in streaming su NOW, portando la nuova Compagnia delle Tentazioni (con componenti nip) nel cuore della giungla malese.
Alla guida del programma ritroviamo Fabio Caressa, ormai volto simbolo dello show, per un nuovo esperimento sociale fatto di privazioni, tensioni e scelte che avranno conseguenze molto concrete. Così, i dodici protagonisti – con percorsi, età, città diverse e personalità molto differenti – saranno costretti a convivere e prendere decisioni collettive spesso difficili.
Ed è proprio qui che il programma trova la sua forza: non ci sono eroi o cattivi prestabiliti, ma persone comuni davanti a scelte scomode. Quest’anno, poi, il gioco alza decisamente il livello con percorsi più lunghi e faticosi in condizioni climatiche che promettono di mettere a dura prova resistenza fisica e nervi.
Anche le tentazioni cambiano forma con nuove dinamiche che potrebbero incrinare gli equilibri della compagnia a ogni passo… Ciò che resta invariato è il meccanismo spietato tale per cui ogni volta che qualcuno cede, il montepremi finale (da 300mila euro) viene decurtato. E le conseguenze ricadono su tutti.
Le novità
La prima stagione di Money Road è stata un grande successo, come è stato affrontare questa seconda avventura?
Sicuramente, anche da spettatore, si parte con il ricordo dell’edizione precedente, ma dopo cinque minuti sei già dentro al nuovo esperimento e sei già interessato a quello che sceglieranno i concorrenti. Questo è il primo segreto: l’esperimento è lo stesso, ma le persone sono diverse e quindi sono diversi gli atteggiamenti in campo.
Ovviamente, poi, chi ha partecipato quest’anno aveva già visto la prima edizione ed è partito con una certa idea di quello che avrebbe voluto fare…. Ma quell’idea ha resistito forse tre ore, perché sono stati messi subito sotto una pressione fortissima, sia emotiva sia fisica. Possiamo dirlo: i trekking sono molto più duri rispetto all’anno scorso.
Altre differenze?
Quello che abbiamo cercato di fare con questa seconda edizione è uno step in più da tutti i punti di vista: produttivo, d’immagine, montaggio e appunto di difficoltà, quindi di fatica per i concorrenti… Il finale? Assolutamente imprevedibile!
Anche te e per il team di produzione?
Totalmente. Ci alzavamo la mattina pensando che sarebbero successe certe cose e poi accadeva esattamente il contrario. Perché lo stato d’animo dei partecipanti cambiava continuamente. Bastava che durante la notte avesse piovuto o che avessero dormito male e si svegliavano arrabbiati, stanchi, completamente diversi… Cambiava il loro atteggiamento verso l’esperimento e anche verso gli altri concorrenti. E infatti una delle caratteristiche di quest’anno è proprio la mutevolezza degli atteggiamenti, quindi l’assoluta imprevedibilità.
Ci saranno molti colpi di scena?
Praticamente c’è un colpo di scena a puntata! E alcuni sono anche molto pesanti. La loro forza è data dal fatto che non sono cercati o costruiti a tavolino. Nasce tutto dal fluire dei sentimenti delle persone che partecipano. E questo, secondo me, è uno dei grandi segreti di Money Road.
Quanto ha inciso, quindi, il lavoro di squadra nella costruzione del programma?
Ho la fortuna di lavorare a Sky da una vita e mi hanno insegnato davvero il lavoro di squadra, spirito che ho trovato anche in Blue Yazmine e questo ha inciso tantissimo sul risultato finale. La squadra di autori che ha creato Money Road ha una grandissima capacità di reazione proprio perché il programma è scritto solo fino a un certo punto: alcune tentazioni devono essere programmate prima, perché ci sono scenografi bravissimi di Bollywood che lavorano per giorni a quello che vedete.
Però la vera forza è la capacità di lasciare che si scriva anche da solo. Alla fine il programma lo scrivono i concorrenti, con le loro reazioni. E gli autori sono stati bravissimi a reagire giorno per giorno a quello che succedeva, adattando continuamente l’esperimento.
L’imparzialità nella conduzione di Money Road
Come si affronta un esperimento di questo tipo?
Sai, uno può pensare: “Sono due settimane e alla fine passano”. Però non sono semplicemente due settimane, perché sei 24 ore su 24 dentro una bolla. E lì capisci davvero che il tempo, al di là di Einstein, è relativo e dipende da come lo vivi. All’interno di quella bolla i partecipanti non vivono 14 giorni: vivono un anno della loro vita.
E le mancanze, come quelle dei figli o la necessità di sapere cosa fanno, diventano fortissime, perché non hai nessun contatto con l’esterno. Quando poi le tentazioni riguardano i figli, io stesso faccio fatica a mantenere quel fiero distacco che mi dovrebbe contraddistinguere…
Quanto è stato complesso, a questo proposito, mantenere un ruolo imparziale come conduttore?
Ovviamente è un ruolo al servizio della trasmissione, nel senso che bisogna capire dove si è e cosa si sta facendo. Me l’ha detto Fabio Capello tanto tempo fa: “Prima di iniziare una cosa nuova, capisci dove sei e poi potrai muoverti nel modo giusto”. In questo caso, il conduttore deve tendere a una grande imparzialità, perché conduce l’esperimento. Però, in certi casi, l’empatia che fa parte del mio carattere è difficile da contenere. Quindi vedrete che ogni tanto faccio un po’ fatica a essere completamente imparziale.
Ci saranno due ospiti speciali, Orietta Berti e Alessandro Borghese.
Sono stati entrambi di una grandissima generosità. Ho avuto una vera lezione di professionalità da Orietta Berti. Con Alessandro non ci siamo incontrati perché io ero da un’altra parte mentre lui girava, però Orietta mi ha davvero impressionato. È partita da Milano dopo aver lavorato la sera prima, ha fatto un viaggio lunghissimo in aereo, è arrivata in Malesia, si è riposata due ore in albergo ed è arrivata sul set sapendo tutto a memoria. Aveva la parte perfettamente studiata, sapeva esattamente cosa fare, era entusiasta di farlo e ha fatto buona la prima.
Lì capisci che questi grandi artisti, che riescono a mantenere una posizione così solida nel panorama nazionale per tanto tempo, lo fanno perché sono professionisti pazzeschi. Se non sei un professionista serissimo non riesci a restare sulla cresta dell’onda così a lungo. E poi la parte con Orietta fa davvero ridere, è divertentissima.
Il cast alle prese con le tentazioni di Money Road
Hai notato differenze tra uomini e donne nell’affrontare il percorso?
Non ne farei un discorso di genere, anche perché poi nei comportamenti e nelle dinamiche non ci sono state grandi differenze. Però alcuni luoghi comuni trovano conferma… Per esempio: le donne sono multitasking e gli uomini spesso sono più disorganizzati. Diciamo che, in linea di massima, come nella vita di tutti noi, ci rendiamo conto che l’uomo senza la donna è un po’ perduto, mentre la donna senza l’uomo molto di meno. Ecco, questa mi sembra una buona risposta.
Quanto pesa invece il montepremi nelle scelte dei concorrenti?
Il montepremi, secondo me, non è tanto una cifra quanto un concetto e durante il percorso fanno valutazioni molto diverse rispetto a quella puramente economica. Tra l’altro io mi sorprendo sempre del fatto che non tengano i conti. Io probabilmente starei lì a fare tutti i calcoli… Però i soldi contano e anche quest’edizione farà vedere che il denaro, proprio in quanto quantità concreta, può avere un peso importante in alcune scelte durante il programma. È una cosa che nella vita cerchiamo tutti di mettere un po’ da parte perché vorremmo dire che il denaro non conta, ma nella realtà ti accorgi che la sua importanza ce l’ha eccome.
Che rapporti si sono creati tra concorrenti, che appartengono tra l’altro a generazioni anche piuttosto lontane?
Fare una divisione generazionale è difficile. Non è detto che quelli più maturi siano automaticamente più resistenti, anzi. Secondo me la cosa molto bella è che si sono creati rapporti fortissimi, in cui la persona più matura ha dato sostegno quasi paterno o materno a quella più giovane. Al di là dell’età si vede nettamente chi è disposto ad aiutare gli altri, soprattutto dal punto di vista psicologico, e chi ha la capacità di affidarsi senza retropensieri all’aiuto di qualcuno. Quindi si sono creati legami davvero molto profondi.
La nuova stagione di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo debutta il 21 maggio su Sky Uno e NOW ogni giovedì alle 21:15. Le puntate saranno disponibili anche on demand e su Sky Go, mentre dal 26 maggio arriveranno in replica in chiaro in prima serata su TV8.
Foto da ufficio stampa Sky

