Pier Silvio Berlusconi rompe il silenzio sul caso Fabrizio Corona


Durante un incontro con la stampa dedicato alla holding MediaForEurope, Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, ha affrontato senza filtri le tensioni degli ultimi mesi. Al centro della conferenza ci sono stati tra gli altri temi caldi anche Fabrizio Corona, la vicenda di Alfonso Signorini e le mosse future dell’azienda.
Berlusconi non ha esitato a ribadire la linea difensiva di Mediaset contro gli attacchi di Corona:
“Di fronte a menzogne, insulti e odio gratuito, l’azienda si è dovuta difendere“.
Ha sottolineato come il gruppo non possa tollerare campagne mediatiche che mirano a danneggiare persone o programmi, ricordando che la libertà di espressione ha limiti chiari:
“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone“.
Sulla vicenda di Signorini, sospeso dai suoi incarichi in attesa di sviluppi giudiziari, Pier Silvio Berlusconi ha mantenuto prudenza ma chiarezza:
“Sul futuro di Alfonso Signorini ritengo doveroso non dare risposte, perché c’è un procedimento in atto e aspettiamo l’esito. Lui si è autosospeso, ed è un gesto che abbiamo apprezzato”. Per poi aggiungere:
“Ultimamente non l’ho sentito, ma, a dirla tutta, non l’ho sentito da molto prima che partissero le questioni che oggi riguardano anche la magistratura”.
Non sono mancati i riferimenti ai grandi nomi della tv italiana. Su Fiorello, Berlusconi ha detto con simpatia: “Ho modo di ascoltare poco Fiorello, ho un rapporto con lui di totale simpatia, lo abbraccio. L’unica critica che posso fargli è che dovrebbe venire a fare televisione da noi”. Su Giorgio Panariello, invece, ha annunciato: “Abbiamo chiuso un accordo con Panariello: in autunno farà un evento in tre serate. Ma con lui c’è anche un progetto di fiction“. E a chi attende il ritorno di un classico della fiction italiana: “A brevissimo partiranno ‘I Cesaroni’“.
Riguardo a Fabrizio Corona, Berlusconi ha confermato la causa civile da 160 milioni di euro contro lui e le società a lui collegate: “Si tratta di un insieme di falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento”, precisando che l’azione legale mira a tutelare collaboratori e reputazione dell’azienda.
La conferenza ha chiuso con un messaggio chiaro e deciso: “Mediaset non cede a pressioni esterne e continuerà a operare nel rispetto della legge e della professionalità dei propri collaboratori”.