Platinette si racconta dopo l’ictus: “Il mio cervello è come un emmental. Ho speso tutto quello che ho guadagnato. Vivo con la pensione”
La nuova tv 2.0


Mauro Coruzzi, conosciuto come Platinette, ha raccontato al Corriere della Sera un periodo particolarmente delicato della sua vita, segnato da due ictus negli ultimi due anni. Il primo, di tipo ischemico, risale al marzo 2023, mentre il secondo, emorragico, è avvenuto nel 2025. Intervistato, Platinette ha parlato con sincerità e ironia delle conseguenze di questi eventi sulla sua quotidianità: cammina con difficoltà, ha problemi di linguaggio e descrive il proprio cervello come “pieno di buchi” facendo riferimento al formaggio emmental, mantenendo uno spirito combattivo e una consapevolezza lucida dei propri limiti.
“Non sono ancora morto, grazie“, afferma, usando l’ironia come scudo contro la gravità della situazione. Riconosce che la riabilitazione è lunga e complessa: logopedia e fisioterapia rappresentano tappe fondamentali per recuperare funzionalità compromesse, ma alcune potrebbero non tornare come prima.
In questa fase, Platinette vive attraverso il sussidio della pensione, avendo speso gran parte dei guadagni accumulati, come raccontato, durante una carriera intensa.
“Da contribuente con 50 anni di versamenti ininterrotti, sono ufficialmente diventato pensionato e mi posso permettere di non dover lavorare a tutti i costi. facendo mia la imperitura battuta di Patty Pravo: ‘Ho guadagnato 11 miliardi ma ne ho spesi 13″, ha raccontato.
Per poi aggiungere:
“Ho speso i miei soldi in qualunque cosa. Ho comprato anche dei vinili di Mina in giapponese“.
Poi il riferimento alla proposta non accettata di non partecipare ad un cameo con Rocco Siffredi:
“Lui si sarebbe spazzolato una band femminile: quando arrivava di fronte a me, se la sarebbe data a gambe levate“.
Platinette riflette anche sul mondo dello spettacolo: critica l’attuale ruolo degli opinionisti in televisione, il politically correct e l’eccesso di ego dei conduttori, osservando che la “vecchia guardia” è spesso fuori gioco.
“Adesso c’è poco o niente per cui valga la pena. In tv gli opinionisti ora sono un residuato bellico di una disputa dove fanno da contorno all’Ego smisurato dei conduttori, mentre il ‘noi vecchia guardia’ come me, come Vittorio Sgarbi, come Raffaello Tonon o siamo depressi o fuori gioco, a causa del politically correct che impera in questo Medioevo da intelligenza artificiale”.
Infine l’ultimo pensiero va a Barbara D’Urso, da Platinette considerata come l'”ultima vera diva della Tv”:
“Barbara D’Urso? È l’ultima vera Diva della tv: è come Gloria Swanson in Viale del tramonto: ha conosciuto il fasto della gran popolarità e poi lo stato di appestata, di reietta. Ce la farà, ancora una volta: ha la resistenza dell’acciaio”.