La cantautrice Annalisa è finita nel mirino delle critiche social a causa della sua ultima hit Canzone estiva. Nei cartelloni pubblicitari apparsi a Milano compariva una parte del testo: “Mi vuoi più suora o pornodiva?”. Una domanda coerente con il concept del videoclip, in cui l’artista appare divisa tra due immagini opposte: da un lato la suora, dall’altro con una mise più sensuale. Una provocazione voluta, come ha spiegato la stessa cantante in un’intervista al Corriere della Sera:
“È stata una scelta usare queste due parole per sollevare un tema e aprire un dibattito. Se avessi detto ‘casta’ e ‘provocante’ l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire.”
Annalisa mette così a confronto due poli opposti: la figura della suora, simbolo di eleganza e rigore, e quella della pornodiva, associata a una sensualità esplicita. Due immagini che, secondo la cantante, possono convivere e che spesso vengono utilizzate come etichette giudicanti.
L’ex concorrente di Amici ha parlato anche della sua cosiddetta “svolta sexy”, sottolineando come si sia trattato di un percorso graduale e non di un cambiamento improvviso:
“Anche se scopro le gambe, resto una brava ragazza.”
Selvaggia Lucarelli ha evidenziato il rischio che l’artista possa restare intrappolata in un personaggio, ma Annalisa ha rivendicato l’autenticità del suo stile.
Per quanto riguarda le accuse di blasfemia, nate dall’accostamento tra le due figure, la cantante si è detta sorpresa:
“[…] Ho grande rispetto per chi vive la fede, per le persone che credono in qualcosa, in generale. Non mi aspettavo queste osservazioni. […] La religione fa parte della mia vita, mi affascina. E poi è pop, nel senso di popolare: attingere a parole di quel mondo è un modo per farle arrivare a tutti.”

