Cesare Cremonini si confessa: un amore finito, uno che nasce e il “mostriciattolo verde” con cui convive


In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Cesare Cremonini parla degli esordi della sua carriera, di un manager che gli tarpava le ali, ma anche di amore e salute mentale.
Cremonini, di recente, aveva raccontato nel podcast di Cattelan il dolore provato nel leggere alcuni dettagli della relazione con l’ex Martina Margaret Maggiore — contenuti nel libro “Che stupida ragazza” — che l’avevano inevitabilmente esposto nella sfera privata. Ora Cesare torna a parlare di un amore finito da tempo, ma che compare comunque nel brano “Ragazze facili“, quello con Giorgia Cardinaletti:
“Mi ha chiesto una cosa che può cambiare la vita di un uomo: il coraggio di amare […] ma io non ero in grado di farlo perché ero circondato da alibi.”
Un limite che oggi racconta di aver superato: Cremonini si dichiara innamorato, ma non vuole aggiungere altro. La recente sovraesposizione della sua sfera privata lo ha spinto a proteggersi con maggiore attenzione.
Poi affronta uno dei passaggi più intensi dell’intervista: il “mostriciattolo verde”, come definisce la schizofrenia di cui soffre — seppur in forma lieve — parlando anche del suo rapporto con i farmaci che gli permettono di vivere con equilibrio:
“Sono felice la mattina quando vado in cucina, mi preparo il caffè e vedo quelle pillole, rappresentano l’accettazione di me stesso.”
Un messaggio potente, che sottolinea il valore della cura, dell’accettazione e dell’abbattimento dello stigma legato alla salute mentale e all’uso dei farmaci quando necessari.
Il suo racconto è un invito a guardare in faccia a certi aspetti tenuti in ombra, senza vergogna. Perché il vero atto di coraggio, a volte, non è amare gli altri ma imparare ad amare se stessi.