Il calciomercato della televisione è ufficialmente iniziato e il primo, clamoroso colpaccio dell’estate porta il nome di Milo Infante. Secondo un’indiscrezione bomba lanciata da Davide Maggio, il giornalista sarebbe pronto a dire addio a Viale Mazzini per sbarcare a Mediaset a partire da settembre. Pare che non si tratto del solito rumors da corridoio, anzi. I dettagli sarebbero talmente avanzati che il conduttore avrebbe già rassegnato le sue dimissioni dal ruolo di vice direttore della Direzione Approfondimento Rai.
Per Infante, infatti, l’azienda guidata da Pier Silvio Berlusconi ha messo sul piatto un progetto editoriale molto più ampio e ambizioso rispetto alla semplice conduzione di un programma. L’ipotesi più accreditata parla di un doppio ruolo. Da un lato uno spazio tutto suo in prima serata interamente dedicato alla cronaca nera e all’attualità, dall’altro invece un incarico dirigenziale di rilievo all’interno del gruppo. Questa mossa conferma la linea che Mediaset sta portando avanti da diverse stagioni, intenzionata a rafforzare costantemente l’area informativa con volti credibili e amati dal pubblico.
Per capire questa clamorosa rottura però, bisogna fare un passo indietro e guardare alla storia recente del giornalista. Molti ricorderanno che, tra le iniziali indiscrezioni sul suo conto, si parlava addirittura di un suo arrivo alla conduzione di uno dei programmi di punta del daytime di Rai1 come La Vita in Diretta. Quell’ipotesi poi sfumò, ma non gli impedì di appassionare il pubblico di Rai 2 con Ore 14 e lo spin off in prima serata Ore 14 sera. Il talk è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di cronaca nera, ma la convivenza nei palinsesti di Viale Mazzini non è mai stata facile. Impossibile dimenticare le continue e velenose frecciatine a distanza con Bruno Vespa e le polemiche legate ai programmi della rete che anticipavano la sua fascia. Sforando regolarmente con l’orario di chiusura, le trasmissioni precedenti finivano per penalizzare il traino e l’inizio di Ore 14, scatenando il malumore pubblico del conduttore. Queste tensioni, unite a vecchie frizioni sindacali interne, hanno evidentemente spinto il giornalista a guardarsi intorno e a scegliere la via di Cologno Monzese.
Per la Rai si tratta ora di una perdita pesantissima da risolvere a ridosso della presentazione dei palinsesti autunnali. Sostituire un volto capace di fidelizzare un pubblico così ampio non sarà semplice, anche se da Mediaset le bocche restano cucitissime. Insomma, non ci resta che attendere la conferma. Come la prenderà Gianluigi Nuzzi?

