Sei tu. È questo il titolo del brano con cui Levante, nome d’arte di Clauda Lagona, torna in gara al Festival di Sanremo dal 24 al 28 febbraio 2026. Un brano che anticipa il nuovo disco della cantautrice, Dell’amore il fallimento e altri passi di danza, atteso nei prossimi mesi ma ancora senza una precisa data di pubblicazione, in tempo per il tour nei club al via a fine aprile.
Ma questo inizio anno vede l’artista anche nelle vesti di attrice, con un ruolo nella serie tv L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaroin onda su Rai1 il 3 e 4 febbraio. Insomma – giocando coi suoi nickname social – Levante canta ma anche recita. E non solo.
Partiamo da Sei tu, il brano con cui sarai all’Ariston.
Racconto quello che il sentimento ci fa provare e che, alla fine non trova una risoluzione positiva. Parla di un corpo che, fuori di sé, non riesce a dichiarare l’amore, a verbalizzarlo. Credo che al primo ascolto si possa dare una libera interpretazione, con un finale aperto pur raccontando una visione molto personale. Qualcuno mi ha fatto riflettere sul fatto che possa essere l’amore di un padre per un figlio o l’amore tra due fidanzatini, due ragazzini.
A proposito di figli, la nascita di Alma ha cambiato la tua idea di amore?
La mia idea dell’amore, da quando c’è Alma, in realtà non è cambiata, nel senso che l’amore che nutro per lei è totalmente diverso da quello che affronto nel disco, è un amore senza confini, viscerale, e a volte non ha una logica reale. Alma è una cucciola di tre anni e mezzo. Io, il massimo che ho potuto vedere, sono dei capricci, e niente di più. Quindi, come si dice, bimbi piccoli, problemi piccoli: è ancora tutto ok. Certo, ti mette alla prova più che come genitore come essere umano, perché ti chiedi quanta pazienza hai, quanto sai metterti in ascolto rispetto all’altro. Alma non è me e va rispettata nonostante sia piccolissima.
Hai citato il disco, che cosa puoi raccontare in merito?
Il titolo del disco che uscirà prossimamente è Dell’amore il fallimento e altri passi di danza.
È un lavoro in cui ho deciso di indagare l’amore, ovviamente, ma soprattutto la fine dell’amore. Perché mi sono resa conto che le mie relazioni si arrestavano sempre nello stesso punto, alla stessa curva. E allora mi sono chiesta perché si ripetessero gli stessi pattern.
A partire dal primo inedito.
Il singolo Dell’amore il fallimento, uscito mesi fa, introduce proprio questo tema che si sviluppa anche nel brano di Sanremo fino a completarsi con l’album che dovrebbe essere la soluzione. Nel percorso che ho fatto, ho cercato di guardare il fallimento dell’amore in queste mie storie, secondo tanti punti di vista, alcuni anche molto divertenti.
Ci saranno feat. nell’album?
Nel disco al momento non c’è nessun ospite. Non sento l’esigenza che ci sia qualcuno e, in generale, ne ho sempre fatti pochi: in sei dischi ci saranno due o tre collaborazioni. Forse non sono brava a fare featuring! Quindi un altro disco da sola, insomma.
Tornando al Festival di Sanremo, capitolo cover.
Fosse per me l’abolirei! (sorride, ndr) Posso dirvi che ho fatto dei tentativi… Non mi dispiacerebbe Paul McCartney o Alanis Morissette. Sai che bello cantare Ironic! La verità è che sono ancora alla ricerca, però potendo, scegliere tra tutti mi piacerebbe avere un inglese sul palco.
E una siciliana come te?
Allora, la siciliana (Carmen Consoli, ndr) l’ho sentita, mi vuole molto bene, ma è tra l’altro in tour in Spagna in quei giorni e mi ha dato un sacco di consigli belli. Io la amo profondamente, perché è una persona stupenda, e le ho detto: “Dammi dei consigli, cioè, da sorella maggiore dimmi due cose”. Quindi ci siamo un po’ scambiate delle idee. Ammetto che sarebbe stato molto bello.
Come ti vedremo sul palco?
Vedrete una me diversa, sicuramente molto più elegante e molto coerente col pezzo.
Come è stata, invece, l’esperienza di attrice?
È stata sorprendente! Stavo scrivendo il disco e, nel mio momento di eremitaggio totale, mi ha chiamato il produttore Valsecchi. È stato molto divertente perché mi ha detto: “Ho letto da qualche parte che ti piacerebbe fare cinema”. Ho detto: “Sì, un giorno forse”. “Ma sai recitare?”, e io: “No, sono un cane”. Al che, mi dice: “Eh, ma non va benissimo questa cosa. Senti, ma se ti invito al provino vieni a farlo?”. E ho accettato.
Ed è andato bene.
Sì, ovviamente mi hanno fatto fare la parte più difficile: lacrime, struggimento… Mi hanno confermato lo scorso aprile che avrei fatto parte di questo cast e devo dire che è stata una bella scelta. Come prima esperienza non potevo avere più fortuna. Il cast è stato molto amichevole e accogliente. Il regista Michele Soavi è una persona meravigliosa e poi ho avuto a fianco Lino Guanciale, Paolo Briguglia, Massimo De Lorenzo: tutti professionisti bravissimi. È stato bello, ed è stato bello anche iniziare con un tema così importante, che è quello della cattura di Matteo Messina Denaro.
Qual è il tuo ruolo?
Sono la moglie del colonnello Arcidiacono, comandante dei carabinieri che, con la sua squadra, ha cattura dopo trent’anni di latitanza Messina Denaro. Ho approfondito l’aspetto emotivo di questa storia: che cosa succede a una famiglia coinvolta nella caccia a un latitante? Quando si è in un contesto del genere si ha paura, si ha una libertà totalmente limitata, i bambini possono fare poche cose e si è sotto scorta. Questo è quello che è successo a questa famiglia e a molte altre. E il mio personaggio contribuisce a portare nel film questo aspetto molto intimo ed emotivo.
Dopo Sanremo 2026, Levante sarà in tour nei club; queste le date:
- 29 aprile – Padova, Gran Teatro Geox
- 4 maggio – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
- 6 maggio – Roma, Atlantico
- 7 maggio – Napoli, Casa della musica
- 11 maggio – Venaria Reale (TO),Teatro Concordia
- 14 maggio – Bologna, Estragon
- 19 maggio – Milano, Alcatraz.
Foto da Ufficio Stampa

