Venerdì 10 aprile esce Un posto dove andare, primo album di Nicolò Filippucci che con Laguna ha vinto la sezione Nuove Proposte di Sanremo 2026. Un risultato che corona un percorso artistico iniziato sui banchi di Amici e proseguito sotto i riflettori di Sanremo Giovani, vissuti entrambi con la quinta marcia ingranata ma senza avventatezza.
Pacato e con le idee chiare, Filippucci ha giustamente voglia di sperimentare e muoversi in direzioni differenti lungo quelle “vie laterali rispetto alla strada principale”. Vie che ora portano il giovanissimo artista al disco di debutto, al tour instore in cui incontrare i fan e, soprattutto, al suo primo live.
Intanto, non posso non chiederti dove hai deciso di tenere il premio di Sanremo?
Allora, il premio è nella casa di Milano. Non so ancora se portarlo giù dai miei, sinceramente devo capire bene dove sistemarlo, però per ora è qui. L’ho messo su una mensolina insieme ad altre cose, ma ha trovato il suo posto.
E quando lo guardi, quali pensieri ti passano in testa?
Sicuramente bei ricordi, anzi bellissimi ricordi. Ogni tanto lo tengo aperto, ogni tanto lo tengo chiuso. Dipende dalle giornate, capito? (sorride, ndr) Ancora devo decidere: aperto è molto bello da vedere, però dipende un po’ da come gira la giornata.
A parte gli scherzi, sicuramente mi fa pensare anche al futuro: l’obiettivo è continuare così. Stiamo facendo belle cose, anche dopo Sanremo. È stato un mese un po’ più rilassante, ma stiamo preparando tante cose nuove: per esempio abbiamo perfezionato gli ultimi dettagli dell’album e ci stiamo preparando per il live del 13 aprile. Sarà un mese pieno.
Hai avuto occasione di risentire qualche tuo ex compagno di Amici o Maria De Filippi?
Sì, con gli ex compagni ci sentiamo spesso. Abbiamo proprio un gruppo nostro, siamo rimasti molto uniti e questo mi fa piacere perché è stato davvero un bell’anno: sono nati tanti legami forti. Con Maria invece ci siamo sentiti dopo Sanremo Giovani e poi dopo il Sanremo di febbraio: mi ha fatto i complimenti… è stato bello sentirla.
Giusto un paio di settimane fa è uscito il secondo singolo che accompagna l’album, Tutte le ragazze vogliono canzoni d’amore. Perché hai scelto proprio questa traccia?
Perché volevo introdurre il disco anche con una canzone leggermente diversa rispetto a quello che avevo mostrato fino ad ora. È sicuramente un mid-pop, un po’ più appoggiato su cassa e rullante, e secondo me rappresenta bene quello che sarà il disco: varie sfaccettature di me. Mi piaceva anche l’idea di raccontare una storia magari un po’ più impegnata ma in una forma semplice, apparentemente leggera. Era un gioco che volevo dichiarare subito.
E adesso arriva il tuo primo album, Un posto dove andare. Temporalmente qual è stata la prima traccia nata e quale l’ultima?
Se vale Laguna, allora metto Laguna al primo posto, perché è stata la prima, quella da cui è nato un po’ tutto. L’ultima invece credo sia Niente da perdere, che la seconda traccia del disco.
È rimasta fuori qualche canzone?
Sì, sicuramente c’è stata una selezione. Abbiamo scelto tra vari brani e alcuni pezzi li abbiamo lasciati fuori perché magari non ancora maturi. Però restano lì: non è detto che in futuro non escano.
Davanti a te ci sono l’instore tour e un live importante a Milano. Qual è il livello di adrenalina e quant’è invece l’ansia?
Direi abbastanza pari (sorride, ndr). C’è tanta adrenalina, ma anche una certa ansia da prestazione, che secondo me è giusto ci sia. Vuol dire che ci tieni davvero. Quello che spero è lasciare un bel ricordo a chi verrà ad ascoltarmi. Io darò il massimo, come sempre quando salgo su un palco. E non vedo l’ora di tornare a suonare dal vivo.
Foto da ufficio stampa

