Una conversazione profonda, a tratti dolorosa, ma necessaria. Lorenzo Fragola è ospite della puntata di One More Time, il podcast di Luca Casadei, disponibile dal 9 gennaio. Un’intervista particolarmente intensa, durante la quale il cantautore si racconta senza filtri, attraversando i momenti più delicati della sua vita.
Ci sono il divorzio dei genitori e il rapporto complesso e traumatico con il padre, ma anche la vittoria a X Factor nel 2014 e il successo che ne è derivato. Vissuto tra solitudine e senso di inadeguatezza, sino a portare Lorenzo alla depressione e agli attacchi di panico che lo hanno portato ad allontanarsi dalle scene. Un percorso intimo che Fragola ripercorre con lucidità, parlando anche della lenta risalita fatta di tempo, cure, amore e musica.
Il rapporto difficile con il padre
Tra i passaggi più intensi della puntata, Fragola torna sull’infanzia e sull’adolescenza segnate da un rapporto complesso con il padre. “Alla fine ci ritroviamo a casa di mio padre a Catania. Lì è iniziata forse un po’ la fase più difficile della vita perché, secondo me, lui ha preso sottogamba il fatto di avere dei figli e di gestirli quotidianamente. Ha iniziato a innervosirsi subito, siamo iniziati a diventare un fastidio. La parte di cura non gli interessava e quindi noi iniziavamo anche a soffrire questa cosa”.
Ricorda, quindi, un episodio particolare: “Una volta ho scavato nei cassetti. Ho trovato le chiavi, ho fatto trovare tutto aperto e mi sono fatto trovare in salone sdraiato, non da mio padre, ma dalla compagna. Le ho risposto a tono, sapendo che sarebbe arrivato mio padre. Chiuse la porta a chiave, abbassò le serrande e me le diede con la cinghia, con la cintura. Psicologicamente era devastante, cioè, le botte non le sentivo ma psicologicamente è come se ti chiudo la chiave perché non voglio fare sentire gli altri che te le sto dando. […] era una persona che conosceva quel modo per essere genitore, per insegnare”.
Fragola racconta anche il lungo percorso interiore che lo ha portato, dopo la morte del padre, a provare a perdonare. “Ho dovuto fare un grande lavoro per calarmi nei suoi panni, senza però il suo contributo o il contributo di altri per mettere insieme i pezzi e ricostruire una storia. Uno dei passaggi che personalmente ho vissuto e che ha dato origine alla rabbia è stato non trovare un perché di certe cose. L’ho voluto perdonare intanto per farmi un favore, è un po’ egoista, però perché, se no non sarei andato avanti. E non avrei risolto tante cose che stavano inficiando la mia vita e poi perché autonomamente e quasi spontaneamente sono riapparsi dei ricordi belli”.
X Factor tra successo e solitudini
Impossibile non tornare all’esperienza che ha cambiato la sua vita: X Factor 2014, vissuto però con grande difficoltà emotiva. “Ai tempi eri totalmente isolato, non avevi accesso a tv, radio, ovviamente cellulare ed è stato molto difficile in realtà, non me lo sono vissuto molto bene. Intanto non mi sentivo io all’altezza di quel contesto lì, perché non avevo veramente nessun tipo di esperienza, ma nessuna. Non ero mai stato su un palco con un microfono, mai stato in uno studio di registrazione e allo stesso tempo si aspettavano molto da me perché era andato bene il mio provino”.
“Mi sono appoggiato molto a Fedez perché era una prima volta anche per lui da giudice e quindi era un po’ una cosa che stavamo facendo insieme. – prosegue – Anche lui era molto giovane, abbiamo legato molto all’inizio. Per me era una cosa bella perché mi stava succedendo in quel momento, ma non mi ero fermato a pensare che questo potesse diventare la mia vita”.
Dopo la vittoria, però, arriva una fase ancora più complessa, segnata da insicurezze profonde. “Mi sentivo inadeguato e questo sentimento è durato tantissimo… […] Ci ho messo un bel po’ per dirmi un minimo: ‘sei capace’. Ero a Milano da solo, in una città completamente diversa, con degli impegni e dei pesi e una disponibilità economica completamente diversa. Per la prima volta ero “padrone di me stesso”, però ero molto solo […] Il mio modo per preservarmi in tutto quello che mi stava succedendo era chiudermi in casa. Attorno tolto il lavoro, tolto il lavoro non c’era più niente”.

