Mario Adinolfi contro Le Iene: tensione con Filippo Roma preso per i capelli


Ieri, a Prato, Mario Adinolfi, con la lista del Popolo della Famiglia, ha presentato il suo programma e si è ufficialmente candidato sindaco della città.
Il motivo di tanto clamore non risiede solo nella candidatura in sé, quanto nel finale dell’evento, quando Le Iene, nella persona di Filippo Roma, lo hanno raggiunto. Dopo qualche scambio di battute, Adinolfi lo ha preso per i capelli, ponendogli ripetutamente una domanda: “Era una figurante o no?”.
Sul Corriere della Sera si legge che l’intento dello show di Italia 1 fosse quello di:
“[…] chiarire le lamentele di alcuni militanti del movimento anti aborto e anti lgbt che chiedono al loro leader la restituzione di denaro, dopo che li avrebbe convinti a fare investimenti andati in fumo.”
Secondo Adinolfi, i servizi andati in onda in passato sarebbero stati attacchi basati su fatti non veritieri. Dopo quanto accaduto a Prato, il candidato sindaco ha pubblicato un lungo post sui social per raccontare la sua versione:
“Oggi ho fatto giustizia di un oltraggio che ha fatto soffrire orribilmente mia moglie, le mie figlie e i miei tanti veri amici che non mi hanno mai abbandonato quando le lene oscene hanno messo la merda nel ventilatore. Quello che ho fatto a Filippo Roma è niente rispetto a quello che farò sempre contro chi attenta alla mia onorabilità specchiata. Quando finisci in mezzo a tritacarne così capisci di cosa certi poteri possano essere capaci, se non lo vivi non lo puoi capire.
Di certo insegnerò a chiunque me lo chiederà come si combatte contro orridi animali che si nutrono di carne putrida e puzzano come Davide Parenti quando l’alito annuncia la sua presenza. Difendetevi, non subite. E mi spiace per chi ha dovuto pagare il prezzo delle diffamazioni fatte magari in buona fede (in 62 hanno già dovuto scrivermi lettere di scuse e pagarmi il risarcimento) credendo alla trasmissione che usa attrici e attori per recitare in sceneggiature diffamatorie.
Non potrò che continuare a querelare chiunque osi mettere in dubbio la mia profonda onestà, nota a chiunque mi conosca anche solo superficialmente, perché ho totale disinteresse per il denaro avendone guadagnato grazie a Dio lavorando per ormai oltre 35 anni con il tesserino dell’Ordine dei giornalisti in tasca (queste merde volevano pure farmi radiare dall’Odg, il Consiglio di Disciplina mi ha prosciolto all’unanimità), come scrittore, come opinionista, come intellettuale di questo Paese. Che però è nato a Testaccio e, se serve, sa usare anche le regole della strada: nessuna pietà per gli indegni. E sì, questo è molto cristiano: si chiama correzione fraterna.
Filippo Roma può tornare scodinzolando dal kapò Davide Parenti e raccontargli in cosa consiste, magari rimedia un pugno di croccantini in più.
PS: Il servizio lo monteranno come vogliono loro, ma non potranno mai negare che per devastarmi la vita le lene contro di me hanno usato attori che interpretavano le loro sceneggiature, Filippo Roma sotto pressione lo ha ammesso più volte davanti a decine di testimoni attirati dal trambusto. La mia reazione era quella di tutti i figli del popolo alle prese con le prepotenze degli scherani dei multimiliardari arroganti.”
La dinamica dell’accaduto sarà più chiara quando andrà in onda il servizio de Le Iene e quando Adinolfi avrà modo di replicare nuovamente.