Raoul Bova e quella clausola che vieta a lui e a Rocio Muñoz Morales di parlare della loro relazione


Raoul Bova sarà uno degli ospiti di Atreju, la festa giovanile della destra italiana. Viste le disavventure estive riguardanti gli audio privati pubblicati sui social, relativi a una presunta vicinanza con la modella Martina Ceretti, verrà interpellato per parlare di web reputation e fake news.
Bova, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, descrive ciò che ha subito:
“Quando succedono queste cose, ti senti improvvisamente come se fossi denudato in piazza, senza poter opporre resistenza. […] Ma ho avuto l’aiuto di tanti amici. I miei figli, la mia ex moglie Chiara e mia suocera, Annamaria Bernardini de Pace, che mi conoscono bene, mi sono stati vicini e mi hanno permesso di sbollire la rabbia.”
Da questa vicenda Bova dice di aver appreso una lezione importante: evitare di interagire sui social, perché le insidie sono molteplici e sempre dietro l’angolo.
Quando la giornalista Giovanna Cavalli gli ha chiesto se questa storia abbia contribuito alla fine del rapporto con Rocio Muñoz Morales, l’attore ha tracciato una linea netta. Una barriera che varrà per qualsiasi futura intervista fatta a lui o all’ex compagna:
“Il nostro rapporto, come tanti hanno scritto e provato, era finito da molto tempo. Però nell’accordo di separazione ho voluto una clausola, che abbiamo firmato entrambi, in forza della quale nessuno di noi deve parlare della nostra storia né delle nostre figlie. Quindi mi scusi, ma questo discorso finisce qui.”
Una domanda lecita, così come lo è la volontà di Bova di proteggere la propria sfera privata. Una misura di sicurezza che non preserva solo se stesso, Rocio e le loro figlie, ma che ribadisce come anche un personaggio pubblico possa e debba rivendicare il diritto alla privacy, che appartiene a chiunque.