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Siamo ancora innamorati di Achille Lauro?

achille lauro
achille lauro

C’è quel momento agrodolce che tutti abbiamo vissuto, in cui rivedendo fotografie e messaggi di un amore estivo percepisci una sorta di pentimento e imbarazzo, c’è qualcosa di stonato che non riesci a spiegarti e fai finta di nulla.

Sei tornato alla tua routine e scrolli i suoi social, ma che ha scritto? Ma quella foto, non sembra lui. È cambiato?
Era come lo ricordi tu o è una persona diversa?

Ecco, se il paese estivo teatro della tua cotta fosse Sanremo, il tuo flirt sarebbe Achille Lauro.

Ho percepito uno scricchiolio nella mia cotta adolescenziale quando ho ascoltato Lauro da Fazio che parlava con lo sguardo fisso della Marchesa Casati Stampa – riferimento culturale che immagino non sia del tutto personale – con un linguaggio molto basic: complice la stanchezza post Festival, l’impressione era quella di uno scolaro che rispondeva al prof con un lezione imparata un po’ a memoria.

Achille Lauro è tornato da Sanremo come un eroe, come un avanguardista, riscuotendo l’approvazione trasversale di un pubblico che spazia da Fabio Fazio a KissinaMakeUp02.

Lui e il suo staff hanno fatto un lavoro pazzesco, trasformandolo in 3 anni scarsi dal boro romano di Pechino Express alla musa ispiratrice di Gucci, ma hanno anche dettato uno standard altissimo e difficile da mantenere.

La ricerca di altri immaginari e riferimenti che tenessero alta la soglia dell’attenzione ha dato il via a una tempesta social di icone e concetti che una trasformista come Madonna ci avrebbe fatto assimilare a distanza di 3 anni gli uni dagli altri: la Pietà, gli anni ’70, le calze a rete, le croci, Arlecchino, gli affreschi di Michelangelo.
La parte narrativa invece è tutta dedicata all’auto celebrazione motivazionale.

Nella didascalia di alcune foto in cui vediamo un Lauro/San Girolamo leggiamo: “Sono un business man azionista di società. Sono proiettato verso la costruzione di un patrimonio immobiliare.”
Il Lauro/Adamo nelle successive elaborazioni grafiche ci ricorda: OSA. SOLO TU SAI CHI PUOI ESSERE.
Il volto di Lauro nelle foto è spianato e senza pori come se fosse passato prima da una app usata da opinionisti televisivi in disgrazia.
Lo scricchiolio nella mia cotta diventa impossibile da ignorare, cerco conforto su Twitter, apro l’app e leggo:

Anche io come Adamo tendo la mano alle mie compagne di delusione e chiedo: cosa ci sta succedendo? NOI LO AMAVAMO!

Le risposte sono state molto interessanti:

Forse la nostra sensazione è nata dal paragone con gli altri cantanti che ci stanno facendo vedere una dimensione casalinga e meno artefatta?

Anche la paura di perdere il lavoro fatto a Sanremo potrebbe giocare un ruolo fondamentale

Qualunque cosa sia, non voglio definire questa sensazione.
Riconoscerò presto di nuovo una delle facce di Lauro, mi convinco che non sono maschere e che presto cambierò idea.
Compro il biglietto per la prossima vacanza: il concerto di Achille Lauro il 17 ottobre a Milano.

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  1. ti rispondo Roberta. Io seguo Lauro da tanti anni, inizialmente quando ero una ragazza giovane e spensierata ero più che altro attratta dal suo carisma dal suo essere folle e fuori controllo, dai suoi tatuaggi da quel misto di audacia sfrontatezza timidezza e dolcezza. Mi affascinava come potesse la stessa mente partorire una canzone come pusher e una come la bella e la bestia ma la sua musica non la capivo molto, ero più romantica ascoltavo autori diversi. Poi crescendo ho accantonato quegli artisti cuore sole e amore e sono diventata un po più rocchettara e proprio in quel momento è uscito l’album 1969. Per me è stato uno tsunami. L’ho guardato a sanremo lo scorso anno e ho pensato ma questo è Achille Lauro ma ne siamo sicuri? Ho guardato tutte le sue interviste le conferenze stampa videi in store e non riuscivo a credere alla sua trasformazione, in meglio secondo me. Poi quest’anno ha toccato proprio l’apice, non ho visto il ragazzo cazzaro e bullo dei primi anni, ma un uomo posato, composto, elegante nei modi, educato gentile e bellissimo. Ha fatto un grandissimo lavoro su se stesso, l’ho ascoltato in tante interviste e non l’ho mai trovato fuori luogo o inadeguato. L’intervento da Fazio l’ho visto anche io e secondo me era particolarmente stanco anche di ripetere le stesse cose per la cinquantesima volta. Si ho notato anche io un suo disagio quasi non sapesse più cosa dire. comunque anche io ho il biglietto per il 31 ottobre, non potevo mancare .ciao

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