Nella terza giornata di Festival, Teresa Mannino ha affiancato Amadeus nella conduzione della serata, ma si è presa inevitabilmente le luci della ribalta con un monologo a metà tra l’ironico e il filosofico. Un invito e una riflessione sulla natura distruttiva dell’uomo moderno, piegato dai suoi stessi ideali di crescita e progresso a un loca sempre più ostile all’ambiente in cui egli stesso vive.
“Nel quinto secolo a.C. Protagora diceva ‘l’uomo è misura di tutte le cose’ oggi potremmo dire l’uomo ricco bianco e occidentale è misura di tutte le cose, ma ha perso la misura e pensa che tutto quello che non gli serve vada eliminato. Ma poi perché solo gli uomini? Le donne non fanno niente? Io direi l’animale umano. Ho scoperto che abbiamo il 90% del patrimonio genetico uguale a quello delle scimmie […]. Quindi una considerazione su come l’uomo abbia sfinito il pianeta a differenza degli animali e il ruolo delle femmine e dei maschi tra le formiche. Gli animali umani invece preferiscono il potere sugli altri uomini, sulle donne, sui bambini, sulla natura. Anche a me piace il potere ma quello di ridere, di vestirmi con le piume, di cantare anche se sono stonata. Non sono disposta a ignorare le storie che non sono passate. Se non sono passate non è il momento di passare oltre”.

