Alfonso Signorini ascoltato in Procura: il conduttore respinge le accuse


È durato circa tre ore – dalle 10 alle 14 – l’interrogatorio di Alfonso Signorini davanti ai magistrati della Procura di Milano. Il giornalista e conduttore si è, infatti, presentato spontaneamente nella giornata di mercoledì 7 gennaio per essere ascoltato come indagato nell’ambito dell’inchiesta per violenza sessuale ed estorsione avviata dopo la denuncia dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno.
Come riporta FQMagazine, Signorini è stato accompagnato dai suoi legali Daniela Missaglia e Domenico Aiello e, nel corso del confronto con i magistrati, ha respinto integralmente le accuse a suo carico. Nelle sue dichiarazioni, anzi, avrebbe fornito una ricostruzione dei fatti opposta a quella contenuta nella querela.
Durante l’audizione, Signorini avrebbe affrontato anche il tema delle chat al centro delle puntate di Falsissimo, in cui Fabrizio Corona ha sostenuto l’esistenza di un presunto sistema di favori sessuali legati ai casting del GF. Accuse che il conduttore ha sempre negato pubblicamente e che, anche davanti ai magistrati, avrebbe definito prive di fondamento.
La vicenda giudiziaria si intreccia, infatti, con un altro procedimento. Oltre al fascicolo aperto come atto dovuto in seguito alla denuncia di Medugno, lo stesso Signorini è querelante nei confronti dell’ex agente fotografico. Lo scorso 23 dicembre era stato ascoltato come indagato proprio Fabrizio Corona, su sua richiesta, nell’inchiesta per revenge porn dopo la querela di Signorini. È in quel contesto che sarebbero stati sequestrati foto, video e conversazioni, materiale che avrebbe spinto Medugno a formalizzare la denuncia.
Nei prossimi giorni gli inquirenti ascolteranno quindi Antonio Medugno, secondo le procedure previste dal codice rosso per i reati di violenza. L’interrogatorio di Signorini – che si è autosospeso da Mediaset ma mantiene il ruolo di direttore editoriale di Chi – si è svolto lontano dalle telecamere. Con il conduttore che ha lasciato il Palazzo di Giustizia da un ingresso laterale, evitando l’incontro con i cronisti.