Dopo aver conquistato il palco dell’Ariston con La Sad e il brano Autodistruttivo, Plant debutta da solista con Piccolo me, un brano intenso e introspettivo che segna un nuovo capitolo nella sua carriera. In questa intervista, Francesco Clemente – vero nome dell’artista – si racconta senza filtri tra musica, crescita personale e bisogno di autenticità umana. In un panorama musicale spesso dominato da apparenze e superficialità, la sua voce risuona come una richiesta di verità, empatia e connessione.
Quando è nata la tua passione per la musica?
“Plant: “Avevo circa 8 anni. Mia nonna mi regalò una piccola chitarra classica. Da lì ho iniziato a strimpellare, poi col tempo ho capito che la musica sarebbe stata parte fondamentale della mia vita”.
Come sei arrivato al rap?“È successo a 15 anni, nel 2015. Sentivo il bisogno di esprimermi in un modo più diretto. Ho iniziato a scrivere e registrare da solo, anche se all’inizio era tutto molto amatoriale. Poi sono arrivati i contest di freestyle, le prime connessioni… il fuoco era acceso”.

