Il “Festival di Sanremo” è ormai alle porte. Manca poco più di un mese al 24 febbraio, giorno in cui il palco dell’Ariston si illuminerà ospitando i 30 big in gara più le 4 nuove proposte. Eppure c’è già chi pensa oltre ed è proiettato al 2027. Del resto, come recita il detto? “Chi ha tempo non aspetti tempo“.
Carlo Conti, in più occasioni, ha espresso la volontà di chiudere la parentesi Sanremo con l’edizione che sta per condurre. Una sfida che ha accettato lo scorso anno e che sta portando avanti anche per riconoscenza nei confronti di un’azienda che da sempre valorizza il suo talento alla conduzione.
Il totonomi è prematuro, anche se un favorito all’orizzonte potrebbe essere il mattatore dell’access prime time Stefano De Martino. Eppure, nonostante le parole di chiusura di Conti, una flebile luce di speranza sembra essere rimasta accesa. Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, raggiunto da Adnkronos, ha commentato così il futuro del Festival:
“In questo momento ci stiamo concentrando solo sul Festival 2026, perché è importante farlo bene e questo è l’obiettivo. Andremo a pensarci subito dopo, ora è bene proteggere il Festival. Un ritorno di Carlo? Stiamo parlando di un diamante per quanto riguarda l’azienda, quindi figurati. Per noi fa parte del patrimonio dell’azienda”.
Il conduttore toscano potrebbe, dopo la finale del 28 febbraio, trovarsi nuovamente al centro di un “corteggiamento” da parte delle alte dirigenze Rai, forti della stima e della sua esperienza nella gestione di un evento di tale portata. Certo, tutto dipenderà dagli ascolti e da molti altri fattori, ma le parole di Di Liberatore si prestano a diverse interpretazioni che, va detto, potrebbero anche essere solo un nostro esercizio di fantasia.

