La coerenza è un elemento di valutazione che una parte del pubblico considera fondamentale nel rapporto con gli artisti. Lo sta sperimentando in prima persona Nicki Minaj, che negli ultimi tempi ha registrato una significativa perdita di follower sui suoi profili social.
Come riporta Biccy, la cantante in passato si era schierata con forza contro le politiche di Donald Trump, in particolare su temi legati all’immigrazione. Un impegno che aveva anche una forte componente personale. Nicki Minaj, infatti, è entrata negli Stati Uniti all’età di cinque anni come immigrata clandestina. Più volte aveva raccontato quanto la ferisse l’idea di bambini separati dalle proprie famiglie, un argomento che l’aveva spinta a prendere posizione pubblicamente.
Negli ultimi mesi, però, il suo atteggiamento sembra essere cambiato. L’artista ha ricondiviso contenuti e messaggi che appaiono più vicini alle posizioni dell’attuale presidente, alimentando il malcontento di una parte della sua fanbase. In particolare, ha fatto discutere un suo attacco a Gavin Newsom, governatore democratico della California. In un post, Minaj ha scritto:
“Lui vuole vedere dei bambini trans. Ahah. Nemmeno un adulto trans farebbe una campagna simile. Gli adulti normali si stanno svegliando e pensano di voler vedere bambini sani, sicuri e felici.”
Un’affermazione che ha sollevato numerose critiche, soprattutto per il modo in cui esclude implicitamente che i bambini trans possano essere, come tutti gli altri, sani, al sicuro e felici.
Molti fan hanno interpretato queste prese di posizione come una netta inversione di rotta rispetto al passato. Anche sostenitori storici, che in precedenza avevano scelto di sorvolare su alcune uscite controverse, hanno iniziato a prendere le distanze. In alcuni casi, la frattura è stata definitiva: un noto fanclub brasiliano ha annunciato la chiusura, motivando così la propria decisione:
“Nelle ultime settimane è diventato impossibile ignorare il fatto che l’artista abbia deciso di permettere che la sua immagine venga usata come strumento di propaganda del governo di Donald Trump, fino alle sue recenti dichiarazioni o al gesto di seguire una pagina dichiaratamente sionista su Twitter e ripostare contenuti della Casa Bianca contro gli immigrati (essendo lei stessa entrata negli USA illegalmente all’età di cinque anni).”
Una vicenda che mostra quanto, nell’era dei social, il pubblico osservi con attenzione non solo la musica, ma anche le posizioni e le scelte pubbliche degli artisti, chiedendo loro una continuità tra valori dichiarati e comportamenti.

