Mike Bongiorno potrebbe presto non essere più da solo a Sanremo. Parliamo della celebre statua del conduttore che al grido di “Allegria!” saluta i passanti di via Escoffier, a pochi metri dal Teatro Ariston. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco della cittadina ligure – che si prepara ad accogliere l’edizione 2026 del Festival della canzone italiana – si è detto pronto a realizzare una scultura dedicata a Pippo Baudo. Un omaggio dovuto da parte della città alla luce del legame storico fra il presentatore e la kermesse di cui detiene il record per numero di conduzioni (ben tredici).
Come riportato da ANSA, il sindaco Alessandro Mager conferma la disponibilità della città. “Pippo Baudo è stato un personaggio estremamente importante per la crescita del Festival. Vorremmo ricordarlo volentieri con una statua, ma è necessario che ci sia condivisione da parte di tutti i soggetti interessati sull’utilizzo della sua immagine”, ha dichiarato il primo cittadino.
Mager ha anche spiegato di aver già avviato interlocuzioni dirette. “Ho parlato sia con la figlia che con la segretaria e stretta collaboratrice di Baudo”. Ma il punto resta delicato e il sindaco ribadisce che “per realizzare questa statua dobbiamo per forza essere autorizzati da chi ha titolo per farlo e serve condivisione”.
Un riferimento diretto alla successione del conduttore, scomparso il 16 agosto 2025 all’età di 89 anni, che da mesi è al centro di un dibattito pubblico e legale. Il timore del Comune è, infatti, che un’iniziativa nata come tributo possa trasformarsi in terreno di scontro.
Eppure, sul piano giuridico, la questione potrebbe essere meno complessa di quanto sembri. Nei giorni scorsi l’avvocato Giorgio Assumma, esperto di diritto d’autore ed ex presidente SIAE, ha chiarito che per un monumento dedicato a un personaggio pubblico non è necessario il consenso degli eredi, se l’opera risponde a un interesse collettivo.
La legge sul diritto d’autore, infatti, prevede un’eccezione esplicita quando si tratta di figure che sono entrate nella storia sociale e culturale del Paese. Come nel caso di Baudo, icona della televisione italiana e protagonista assoluto di decenni di Festival.
Assumma, quindi, aggiunge: “Ora non vi è dubbio che Pippo Baudo, nella sua lunga esistenza umana e professionale, sia arrivato ai massimi livelli dell’apprezzamento popolare, divenendo l’icona emblematica di un lungo periodo del nostro passato”. Da qui, la conclusione che spiana la strada alla nuova statua “le remore che colpiscono il Comune non hanno valenza alcuna”.

