Il conduttore televisivo, autore e attore Gianni Ippoliti, che abbiamo visto di recente a “Tale e Quale Show“, ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere della Sera.
Il conduttore televisivo, autore e attore Gianni Ippoliti, che abbiamo visto di recente a “Tale e Quale Show“, ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere della Sera.
La sua carriera è iniziata proprio in Rai nel 1977 e, nel corso degli anni, oltre ad aver collezionato numerose soddisfazioni, ha dovuto affrontare anche alcune delusioni professionali. Come si legge su Biccy che ha rilanciato la notizia, uno dei momenti più amari riguarda il format “I soliti ignoti”, proposto da Ippoliti nel 1991 all’allora direttore di Rai 3.
Nel 2007, però, il programma debuttò su Rai 1 e nei titoli di coda compariva la dicitura secondo cui lo show era ispirato a un format americano. Per Ippoliti fu un duro colpo:
“Andai all’ufficio acquisti e dissi che se avessero fatto causa agli americani avrebbero vinto. Il dirigente rimase muto. Non chiedo né soldi, né la conduzione. Ho chiesto solo di scrivere: da un’idea di Gianni Ippoliti. Non di Tim quel che è (ovvero Tim Puntillo)”.
Un altro tema affrontato riguarda la rassegna stampa di Rocco Tanica, tastierista di Elio e le Storie Tese. Ippoliti rivendica la paternità dell’idea, precisando di non pretendere l’esclusiva, ma di non voler vedere quel format presentato come un’invenzione altrui e per giunta copiata male.
C’è poi la questione legata a Luca Laurenti, storico compagno di scena di Paolo Bonolis. Il merito della sua “scoperta” viene spesso attribuito a Bonolis. Ippoliti racconta di averlo portato per primo in televisione, invitandolo a Dibattito!, un talk show da lui ideato e condotto alla fine degli anni ’80. Fu il padre di Laurenti a chiedergli una mano per piazzarlo in tv, e le parole pronunciate in quell’occasione suonarono quasi profetiche:
“Gli dissi: se ti fidi di me, un giorno andrai a Sanremo”.
In definitiva, ciò che Gianni Ippoliti chiede, dopo una lunga carriera, è riconoscenza. È giusto che idee e personaggi evolvano e trovino nuove strade, ma è altrettanto corretto ricordare chi per primo ha avuto l’intuizione giusta.