La musica di Prince nel finale di “Stranger Things”: il retroscena (complicatissimo)
La sfida con l’eredità di Prince


Portare una canzone iconica in una serie tv può essere un’impresa. E no, non è un’iperbole. Lo sa bene Nora Felder, storica music supervisor di Stranger Things che ha raccontato a Variety le lunghe trattative per inserire due brani leggendari di Prince nel finale della serie.
Nel capitolo conclusivo della serie Netflix – che è approdato anche sui grandi schermi USA – compaiono infatti When Doves Cry e Purple Rain, due classici assoluti. Ma la loro presenza non è stata solo una questione di gusto musicale o budget: la sceneggiatura imponeva un vincolo narrativo rigidissimo. I due brani dovevano essere il primo e l’ultimo pezzo dello stesso lato di un vinile, azionato in scena da un giradischi. Una sorta di “cubo di Rubik”, come lo definisce Felder.
Nessun titolo indicato nella sceneggiatura dei creatori ma alcune richieste precise. Ovvero, brani dello stesso artista, risalenti agli anni ’80 (preferibilmente 1987) e, appunto, contenuti in apertura e chiusura dello stesso lato di un album.
“Era una finestra incredibilmente stretta – racconta Felder a Variety – e il materiale doveva accompagnareuna scena emotiva enorme, con il collasso dell’Upside Down”. Dopo notti intere passate tra libri e archivi musicali, le opzioni reali si sono ridotte a due sole idee. Una di queste era proprio Prince, con l’album Purple Rain.
Secondo Felder, i due brani parlano perfettamente ai personaggi e al momento della storia. Da una parte, When Doves Cry riflette i conflitti irrisolti e la tensione emotiva; dall’altra, Purple Rain, invece, accompagna il climax finale: caos, sacrificio, ma anche redenzione e trasformazione.
Il problema più grande? Ottenere i diritti. Prince è sempre stato notoriamente molto protettivo nei confronti della sua musica, e anche dopo la sua scomparsa l’approvazione passa da numerosi livelli decisionali.
“Onestamente non sapevo nemmeno se fosse possibile”, ammette Felder. “Purple Rain è stata concessa pochissime volte”. La music supervisor ha quindi proceduto preparando quelli che definisce dei veri e propri “thesis documents”, dossier dettagliati che spiegano contesto, significato emotivo, utilizzo narrativo e rispetto artistico delle canzoni.
La trattativa ha coinvolto, e alla fine convinto, Primary Wave (che rappresenta il catalogo di Prince), Universal Music Publishing per l’editoria e Warner Records per i master. Tutti hanno deciso di provarci. “Non è solo una questione di soldi”, sottolinea Felder. “Conta ciò che è coerente con quello che Prince avrebbe voluto”.
Il risultato ha superato ogni aspettativa. Dopo l’uscita del finale, Purple Rain ha registrato un +243% di streaming globali e un incredibile +577% tra la Gen Z, mentre When Doves Cry è cresciuta di oltre il 200%, secondo i dati rivelati in esclusiva proprio da Variety. Il finale di Stranger Things ci racconta, quindi, quanto la musica possa essere narrativa, emotiva e intergenerazionale. Ma anche incredibilmente difficile da ottenere.
Foto: STRANGER THINGS: SEASON 5. Millie Bobby Brown as Eleven in Stranger Things: Season 5. Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2025