Sulla decisione di Alberto Ravagnani di lasciare il sacerdozio si è parlato a lungo nei giorni scorsi, così come delle critiche ricevute proprio in un momento in cui avrebbe avuto bisogno di sostegno. Ma l’ex sacerdote è tornato sull’argomento approfondendo ulteriormente il tema del celibato.
Come riportato da Biccy, Ravagnani è stato ospite del video podcast Sapiens Sapiens, dove ha ammesso di non aver rispettato il voto di celibato, descrivendo un meccanismo ripetitivo dal quale faticava a uscire: cadeva in tentazione, si confessava, chiedeva perdono e poi tutto ricominciava.
“Così entravo nel loop del peccato, del senso di colpa e della ricaduta. In seminario però non avevo dubbi sul celibato, ma ero aiutato, perché vivevo con persone celibi e studiavamo gli aspetti positivi di questa situazione. Adesso mi rendo conto che per tutto il periodo del seminario sono sempre caduto nella tentazione di assecondare le mie pulsioni. Una volta sono andato a confessarmi e il confessore c’è passato sopra, come se fosse una cosa normale. Io allora ho pensato che forse tutti cedevano, che fosse una cosa comune e ovvia. Nella Chiesa però ci sono dei tabù, si tende a pensare che i preti siano casti e immacolati. Però con il passare degli anni mi sono reso conto che non sono stato perfettamente celibe, perché essere celibi non significa solo non sposarsi o non avere una compagna.”
Un tema delicato che tocca un aspetto della vita sacerdotale e che Ravagnani continua ad affrontare a volto scoperto, partendo dalla propria esperienza personale. L’ex don sembra voler portare avanti una riflessione più ampia, convinto che parlarndone apertamente possa contribuire a un confronto costruttivo su una questione che ciclicamente riemerge nel dibattito ecclesiale.

