C’è una polemica social in corso sollevata da una cantante che ha fatto la storia della musica italiana: Rita Pavone. Al centro della discussione c’è il claim dello spot del Festival, “Tutti cantano Sanremo”. Su X l’artista ha ricamato una critica piuttosto tagliente:
“Tutti cantano Sanremo sì, ma inevitabilmente, come avete potuto constatare, la gente canta solo i brani dei Sanremo di allora. Ricorda a memoria quelli di 30/40 anni fa, e non quelli dello scorso anno… I più recenti risalgono al 1997… Fatevi una domanda e datevi una risposta.”
Al di là del fatto che in una delle pubblicità andate in onda nelle piazze italiane è stata cantata anche “Occidentali’s Karma”, brano del 2017, il paragone generazionale non è stato digerito da tutti. Sempre su X si leggono risposte altrettanto affilate:
“Con tutto il rispetto… Ha detto una cosa inesatta. Io le canzoni di Giorgia, di Mengoni o di Blanco e Mahmood le canto eccome. E sono ampiamente over 50. Criticare il presente e rivangare il passato è tipico di chi non accetta che i tempi cambino. Con rispetto.”
C’è anche chi ha utilizzato le sue parole per muoverle una critica personale:
“Nessuno si ricorda della tua canzone di Sanremo 2020. Non ha neanche ottenuto certificazioni.”
Accanto al dissenso, però, non sono mancati utenti che le hanno dato ragione e che, sulla scia della nostalgia, hanno ricordato un passato percepito come più autentico, dalla musica al design fino alla letteratura.
Rita Pavone, di fronte alle critiche, ha replicato con una frase che ha ulteriormente alimentato il dibattito:
“Quando tocchi un nervo scoperto…”

