Enrico Papi, storico conduttore di Sarabanda, è stato ospite del podcast Jeantoneria di Antonio Giorgino. Nel corso della puntata ha raccontato dettagli della sua infanzia, la nascita della passione per la conduzione e il rapporto con gli altri colleghi.
Lo star system, con le sue luci e quel potere di far sembrare grande e rilevante anche un dettaglio che, nella vita normale, ignoreremmo, dà l’impressione che sia un mondo armonico. Papi, in controtendenza e basandosi sulla sua esperienza personale, ha specificato di non avere colleghi che considera amici. Come riportato da Biccy, ha spiegato:
“Amicizia in tv? No, non esiste, ma c’è una grossa falsità nel nostro mondo. Da noi è tutto un ‘ti voglio bene, ti adoro, ti amo’, ma senza troppo valore. Se dici che hai anche solo un raffreddore ti guardano e pensano ‘ah, solo un raffreddore’ e si sfregano le mani. Siamo tutti egocentrici, megalomani, tutti. E quindi non c’è amicizia assolutamente.”
Nel fare questa precisazione non ha tentato di escludersi dalla critica: ne fa parte e riconosce di rispondere alle stesse logiche che denuncia. Il rapporto, per lui, è esclusivamente professionale, finalizzato alla riuscita di un programma o di un progetto, dopodiché si esaurisce.
“Poi ricorda una cosa: tu hai amici nel nostro mondo quando hai successo, perché quando non hai successo spariscono tutti. Quindi dov’è l’amicizia? Oppure sei compatito, e dov’è l’amicizia?”
Parole che sembrano nascere da un’esperienza vissuta in prima persona. Per Enrico Papi, l’ambiente televisivo è connotato da un certo grado di invidia, dall’incapacità di gioire – o quantomeno restare indifferenti – davanti al successo altrui. Una consapevolezza che dice di aver maturato durante gli anni vissuti negli Stati Uniti, dove non ha mai percepito neppure l’ombra di quell’invidia.
Un punto di vista netto, distante da chi racconta di amicizie inossidabili e autentiche nate in uno studio televisivo e poi consolidate nella vita privata.

